Asteroidi rocciosi: una minaccia imminente

Gli asteroidi rocciosi sono davvero una minaccia per il pianeta Terra?

“Potesse un’asteroide colpirmi se esiste” e dopo pochi secondi l’asteroide colpisce una mamma che non crede alla propria figlia.

Ed ecco che lo spot di una marca di merendine diventa virale e scatena il web tra chi vede il lato comico e chi lo giudica “violento”.

Ma virale o no, questo vecchio spot riflette, forse involontariamente, una tematica scientifica molto attuale e che non è affatto da non sottovalutare : quella, appunto, degli asteroidi rocciosi e di come il loro passaggio ravvicinato possa rappresentare una potenziale minaccia per la Terra.

Cosa sono gli asteroidi rocciosi?

asteroidi rocciosi

Gli asteroidi rocciosi, definiti anche pianetini (in quanto sembrano pianeti ma di dimensioni ridotte) sono corpi rocciosi di piccole dimensioni.
Essi rappresentano la popolazione più numerosa nel sistema solare, non superano i 900 km di dimensione e presentano forme irregolari.

Questi piccoli corpi rocciosi cominciano ad attirare l’attenzione dell’uomo a partire dal 1801 quando l’astronomo italiano Giuseppe Piazzi, dall’Osservatorio astronomico di Palermo individuò il primo “pianetino” orbitare tra i pianeti Marte e Giove.

Il numero di quelli conosciuti e’ circa 5.000, ma molti ancora sono ignoti, perche’ troppo piccoli o non ancora catalogati.
Un aspetto importante degli asteroidi è rappresentato dalle collisioni.

Essi infatti si muovono molto velocemente (circa 18.000 Km/h) su orbite che spesso s’intersecano.
Le collisioni  provocano la formazione di piccoli crateri sulla superficie degli asteroidi, se non addirittura la distruzione degli stessi.

Asteroidi rocciosi, comete e meteoriti: c’è differenza?

asteroidi rocciosi
asteroidi rocciosi

Guardando il cielo e vedendo solo un corpo celeste sfrecciare a forte velocità è molto facile fare confusione e dire “un asteroide” “una cometa” o “oddio, un meteorite,aiuto”. Tranquilli, in realtà sono cose diverse, anche se ad occhio nudo e da lontano possono risultare tutti dei “puntini luminosi”.

Infatti, al contrario di un asteroide roccioso, una meteora è solo un minuscolo frammento di, asteroide, che quando entra all’interno dell’atmosfera terrestre si incendia a causa dell’attrito, mentre una cometa, anche se presenta un aspetto simile a un asteroide , è in realtà composta soprattutto da gas ghiacciati, come metano, ammoniaca, anidride carbonica, oltre ad acqua, frammenti di rocce e metalli.

Gli asteroidi rocciosi: una reale minaccia per la Terra?

asteroidi rocciosi
asteroidi rocciosi

Negli ultimi anni abbiamo sentito spesso ai telegiornali o nei documentari dire frasi del tipo“ l’asteroide X ha sfiorato la Terra” oppure “ il giorno X l’asteroide Pincopallino passerà vicino alla Terra” e ciò ha scatenato in molti non poco preoccupazione. Ma tale preoccupazione è davvero giustificata?

Attualmente, secondo dati forniti dall’ANSA, sarebbero oltre 600 gli asteroidi “osservati speciali”.
Gli esperti in materia però rassicurano che la probabilità di impatto non deve creare panico.

Questo perchè grazie ai computer, i ricercatori sono ora in grado di scoprire da quale settore del sistema solare è arrivato il corpo celeste, di calcolarne il momento di entrata nell’atmosfera, e di indicare il punto in cui trovare i frammenti.

Ciò nonostante un po’ di paura resta, e addirittura c’è chi formula ipotesi sulla morte del genere umano se un meteorite colpisse il nostro pianeta, come 66 milioni di anni fa, quando i dinosauri si sono estinti per sempre.

Secondo uno studio del 2019 condotto da un team di scienziati britannici ha pubblicato sul Geophysical Research Letters, una delle prime cause di estinzione a causa dell’impatto con gli asteroidi sarebbe il vento, oltre che alla pressione e alle onde d’urto dovute all’impatto del corpo celeste sul suolo terrestre. Successivamente subentrebbero polveri e tsunami: quest’ultimi in particolare si andrebbero a generare soltanto se il masso cadesse in acqua, e comunque il rischio non sarebbe tanto connesso all’onda in sè quanto alla quantità di vapore acqueo che si libererebbe nell’ atmosfera.

martina lumetti

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