SURE, il piano a tutela dell’occupazione. Cosa ne pensano i lavoratori?

Ci siamo mai chiesti, in questo periodo di pandemia globale, cosa ne pensino davvero i lavoratori, soprattutto gli autonomi, del SURE?

Il piano di Supporto per Mitigare i rischi dell’emergenza, che garantisce agli Stati Membri dei prestiti in grado di salvaguardare i posti di lavoro e le imprese durante la pandemia, sta davvero funzionando?

Questo programma, prende spunto dallo schema nato in Germania per il sostegno statale al part-time, nella versione europea muta la sua forma, espandendosi a diverse categorie di lavoratori.

Questo, infatti, opera in aiuto agli ammortizzatori sociali nazionali, supportando i programmi governativi per i lavoratori a tempo ridotto.

SURE- PIANO A TUTELA DELL'OCUPAZIONE

Che significa, in parole povere?

Il SURE, capeggiato dai vertici dell’Unione Europea stanzierà dei sostegni finanziari sotto forma di prestiti concessi a condizioni favorevoli. Questo, con l’obiettivo di supportare le categorie di lavoratori più deboli in questo momento di pieno allarme.

La disoccupazione, infatti, viste anche le premesse del 2021, è destinata a salire ulteriormente, in concomitanza con un nuovo calo dell’attività economica.

Quindi, l’esigenza di proteggere i posti di lavoro durante il coronavirus, ha fatto nascere questo strumento europeo temporaneo, destinato agli Stati Membri, i quali utilizzeranno i fondi per affrontare il mantenimento dell’occupazione.

Il che vuol dire che i 100 miliardi di euro che verranno concessi come assistenza finanziaria potranno sopperire le carenze economiche dovute alle riduzioni di orario lavorativo sia per i lavoratori dipendenti che per gli autonomi.

Il SURE è una vera e propria cassa integrazione

Il Bel Paese sta vivendo ogni giorno sempre più prepotentemente gli effetti di questa pandemia globale, trascinandosi a stento.

Il rischio più grosso che potrebbe bussare da un giorno all’altro alle porte dello Stivale, è quello di una crisi economica da cui non rialzarsi per un lungo periodo di tempo.

Troppe le famiglie che hanno dovuto sovrapporre ai sacrifici quotidiani anche quelli dovuti alla riduzione del proprio reddito, così come troppe le aziende che sono in procinto di chiudere. Proprio per questo diventa necessario provvedere in maniera adeguata e, soprattutto, celermente.

Il SURE (dall’inglese “sicuro”), nasce con lo scopo di supportare le imprese dei paesi più colpiti, come Spagna ed Italia, fino a giungere alla quasi copertura totale di tutti paesi dell’Unione, qualora fosse necessario.

Ricordiamo, però, che non si tratta di un finanziamento a fondo perduto ma di un vero e proprio “prestito”. Questo denaro dovrà essere restituito.

SURE- PIANO A TUTELA DELL'OCUPAZIONE

Gli impatti del SURE sull’occupazione: si pensa ad un secondo piano di finanziamento?

Il commissario europeo all’economia Gentiloni, ne aveva discusso già qualche settimana prima del periodo natalizio, aprendo una possibilità all’apertura del fondo dedicato al supporto delle casse integrazioni.

Il discorso, però, è stato slittato al periodo primaverile, data l’impossibilità nell’immediato. Durante il seminario online organizzato dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, erano state messe in evidenza le potenzialità della misura, senza però avanzare ipotesi ben definite.

A quanto pare, infatti, non esiste ancora una vera e propria proposta concreta, perchè bisogna ancora esaurire i 10 miliardi di euro dei 100 stanziati.

Il sussidio pubblico si pone lo scopo di riuscire ad offrire una retribuzione equa a tutti i cittadini nonostante le riduzioni dell’orario di lavoro.

In questo modo, chiunque potrà permettersi di effettuare acquisti, anche oltre i beni primari ed essenziali, contribuendo ad oliare la macchina economica europea.

Si prevede, quindi, un impatto economico positivo che conseguirà da questa azione.

Se il programma auspicato dovesse davvero funzionare come da ipotesi, l’economia potrebbe davvero ottenere un piccolo scossone positivo e rappresentare un passo importante, accendendo un barlume di speranza.

MargheritaGiacovelli

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