Lockdown e divorzi, nel 2020 il picco raggiunge il +60%

“È meglio aver amato e perso che non aver amato mai” – Alfred Tennyson

Lockdown e divorzi: un “legame” che la pandemia ha rafforzato ancora di più. Di amori persi ce ne sono stati anche troppi durante i mesi della pandemia del 2020. Lo conferma l’Associazione nazionale divorzisti che dichiara un aumento delle richieste che ha raggiunto il 60%.

Il covid-19 non ha portato solo ad una gravissima crisi economica, ma anche ad una crisi di valori, tanto da portare allo sfascio totale le famiglie.

Si tratta di un’emergenza da non sottovalutare, data dalle costrizioni di una convivenza forzata.

I dati presentati dall’Associazione, mostrano come rispetto al 2019, le certezze e gli obiettivi comuni siano venuti a mancare, così come l’idea di famiglia, che torna a far preoccupare.

lockdown e divorzi
lockdown e divorzi

Le motivazioni alla base dei divorzi sono svariate: la fetta maggiore è data dall’infedeltà coniugale, anche coniugale, seguita dalla violenza domestica ed altre, non identificate.

Convivere forzatamente ha fatto esplodere i vulcani in quiescenza che vivevano tra le propria mura domestiche. Lo stare insieme ventiquattr’ore, ha portato a galla vecchi rancori e problemi che con la frenetica quotidianità si erano messi da parte per il bene comune.

lockdown e divorzi
lockdown e divorzi

Le richieste di separazione rappresentano, quindi, la crisi della comunicazione, causata anche dell’evoluzione dei social network, che hanno incentivato i rapporti virtuali, sfavorendo il contatto fisico.

Non è certamente una giustificazione, ma un fattore di riflessione molto importante.

Le coppie, non solo quelle di primo impianto, avevano imparato a gestire la propria vita di coppia in maniera indipendente, come due rette parallele in grado di trovare un compromesso per incontrarsi nel week end o le sere.

Condividere la giornata con tutti i problemi relativi all’emergenza sanitaria è diverso.

Stress, mancanza di lavoro, convivenza con i figli e continui riadattamenti alla didattica a distanza.

Sono queste le cause a cui si sta attribuendo questa vera e propria guerra emotiva che non per tutti è terminata con un trattato di pace.

Il lockdown ha messo in evidenza anche tradimenti e doppie vite che molti infedeli conducevano prima dei blocchi dovuti al covid.

Secondo l’associazione nazionale divorziati, larga parte delle richieste di divorzio non sono consensuali e, gli epiloghi peggiori si sono rivelati in femminicidi ed episodi di violenza.

Lockdown e divorzi: le statistiche dividono ancora nord e sud

lockdown e divorzi
lockdown e divorzi

I dati dell’Ami confermano la netta distinzione tra nord e sud. La maggior parte dei divorzi, infatti, avvengono al nord, con 450 separazioni ogni mille coppie, a differenza delle 200 al sud.

Le lentezze burocratiche e il blocco dei tribunali, però, gioca ulteriormente a sfavore. Attualmente, sono 10.000 le coppie che attendono un giudizio provvisorio, restando, loro malgrado, ancora sotto lo stesso tetto.

Potrebbe essere inteso come una occasione per tentare la riconciliazione?

MargheritaGiacovelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

google.com, pub-1977910587878590, DIRECT, f08c47fec0942fa0