Bolzano: arrivano i cani anti-covid nelle scuole

Bolzano. Sono già 18 i cani anti-covid addestrati per questa procedura in tutto l’Alto Adige.

In vista della ripresa delle lezioni in presenza -minimo del 50% e massimo del 75%- degli studenti delle scuole superiori, Patrick Franzoni, coordinatore progetto cani molecolare anti-covid, ha evidenziato l’importanza di poter testare un gran numero di ragazzi in poco tempo, sfruttando l’abilità di cani già precedentemente testati per la ricerca di esplosivo e droga.

Come primo incarico, cinque cani anti-covid hanno preso servizio nel liceo scientifico di lingua tedesca a Bolzano “Peter Anich” in via Fago. Nell’aula magna hanno annusato le mascherine degli studenti, depositate in vaschette di cartone.

In caso di sospetto avevano il compito di accucciarsi e lo studente sarebbe in seguito stato sottoposto a tampone. Durante il primo giorno di servizio i canni hanno individuato cinque potenziali contagiati, tuttavia per questi studenti il test rapido antigenico è risultato negativo.

cani anti-covid - Politically (un) correct
cani anti-covid – Politically (un) correct

Nelle prossime settimane circa 2.300 studenti di tre diversi livelli scolastici di alcune località dell’Alto Adige saranno sottoposti a questo particolare screening. Si inizierà con la scuola elementare in lingua italiana “Galileo Galilei” e di tutte le classi delle scuole medie e superiori di Brunico.

L’iniziativa e l’addestramento sono costati, con delibera dell’Azienda Sanitaria altoatesina, ben 150.000 euro, ma per ora vi sono solo molti dubbi a riguardo e pochi risultati concreti. Per ora, infatti, stando ai primi dati ancora in fase sperimentale e di rodaggio, l’affidabilità è allo 0%.

Inoltre vengono segnalati momenti di panico tra gli studenti delle elementari che, di punto in bianco, all’ingresso della scuola, oltre che alla procedura di monitoraggio temperatura corporea e di disinfettazione mani, si sono ritrovati facci a faccia con cani di grossa taglia che, legati a guinzagli, dovevano annusarli a caccia di sospetti.

Non poche sono state le proteste dei genitori, sollevando analogie con i cani pastori usati ai tempi del nazismo per tenere a bada i prigionieri.

Non per ultimo è stato presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei conti e alla Procura della Repubblica di Bolzano da parte del movimento politico Italexit che negli ultimi mesi ha raccolto numerosissimi appoggi dal popolo italiano.

Nell’esposto si chiede di valutare la sussistenza di un potenziale danno erariale e possibili profili di carattere penale. Sotto i riflettori vi sono i 150.000 euro con cui è stata finanziata l’iniziativa affidata ad una società che guarda caso, si legge nella nota del movimento, è stata fondata il 12 novembre 2020 e iscritta alla Camera di Commercio di Bolzano il 17 novembre 2020, ovvero due settimane prima della delibera dell’Asl con la quale si disponeva l’affidamento diretto alla società di incarico.

Per il momento comunque il test non si è fermato e i vari Presidenti di Regione, in caso di buoni risultati a seguito di questo primo esperimento, si sono dimostrati propositivi nell’adottare le medesime misure. Attualmente sono stati individuati in una sola settimana ben 15 studenti sospetti. Tutti i 15 ovviamente sono risultati negativi.

Utilizzo dei cani anti-covid nel resto del mondo

Tuttavia la scoperta del dottor Riad Sarkis, dell’Università St. Joseph di Beirut, che è parte del progetto di ricerca franco-libanese nato proprio per valutare l’impiego di questi animali negli aeroporti per individuare le persone positive al virus Sars-CoV-2, insiste nella sua convinzione che i cani da fiuto possono scovare il nuovo Coronavirus dal 95 al 100 per cento dei casi.

Tutto è nato, ha detto Sarkis alla Bbc online, dalla constatazione che i reparti Covid hanno un odore particolare e il fiuto dei cani ce lo ha confermato. Nei test, infatti, il cane fiuta diversi campioni di sudore umano affiancati: nei casi negativi si avvicina al successivo campione, mentre nei casi positivi si ferma davanti allo stesso campione, avvertendoci della positività.

 

 

Silvana Uber

Vicepresidente di una casa editrice nel triveneto, scrittrice per Leonida Edizioni, Eracle Editore, Titani edizioni e talent scout per autori emergenti. Mamma, amante dell'Africa... e del prosecco!

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