Conte parla alla Camera per ottenere la fiducia, domani in Senato

Niente “costruttori” e «responsabili», ma solo forze parlamentari definite da lui volenterose e pronte ad iniziare un progetto di governo serio ed ambizioso:  questo lo spirito con cui si presenta Giuseppe Conte alla Camera per ottenere il voto di fiducia, dopo la crisi scoppiata nel Governo il 13 gennaio.

Giuseppe Conte alla Camera: come si è arrivati fin qui?

Una crisi, quella di Governo, innescata dall’ annuncio da parte di Matteo Renzi, leader di Italia Viva, di non voler più sostenere il Presidente se non ci fossero stati cambiamenti, oltre alla scelta da parte dello stesso Renzi di ritirare dal governo le ministre Elena Bonetti (Pari opportunità) e Teresa Bellanova (Politiche agricole), oltre che il sottosegretario Ivan Scalfarotto, anche se lo stesso leader ha declinato ogni responsabilità, affermando come la crisi all’interno del Governo fosse già presente da tempo:

“Conte ha creato un vulnus alle regole del gioco. La democrazia ha delle forme e se le forme non vengono rispettate, allora qualcuno deve avere il coraggio anche per gli altri per dire che il Re è nudo. Non abbiamo pregiudiziali su di lui ma non esiste un solo nome per Palazzo Chigi” 

A questo è seguito il colloquio di Conte con Mattarella al Quirinale, il quale ha sottolineato la necessità di uscire al più presto da questa situazione di incertezza, dove i partiti sono più che mai spaccati tra chi appoggia Conte e il suo operato e si proclama pronto a sostenerlo, e chi invece ne vuole immediatamente le dimissioni ed elezioni anticipate.

Stamattina a mezzogiorno Conte si è presentato alla Camera, deciso ad ottenere la fiducia,: un discorso di 55 minuti nel quale ha lavoro svolto dalla sua maggioranza e chiedendo di concentrarsi prima di tutto  sulla crisi che sta coinvolgendo Paese, piuttosto che quella che si è creata all’interno del Governo.

Giuseppe Conte alla Camera: i punti caldi

Conte alla Camera
Conte alla Camera

Un discorso, quello di Conte alla Camera stamattina, in cui il premier ha sottolineato l’inutilità di aprire una crisi di Governo in un periodo delicato come quello che si sta vivendo a causa della pandemia, della quale i cittadini si trovano ad essere, usando le parole dello stesso premier “spettatori di incomprensibili e sterili polemiche”. Parole che infiammano Montecitorio, ma lo premier continua con il suo discorso, bacchettando Renzi e i suoi senza cadere nella trappola del nominarlo direttamente, rei di aver attirato l’attenzione dei media internazionali sulla delicata situazione del Paese, e dichiarando come il rapporto di fiducia tra le loro due forze sia un qualcosa di ormai irrecuperabile.

Il premier non manca di evidenziare quanto fatto da lui e dalla sua squadra di governo in questi mesi, e come questo non sarebbe stato possibile senza il contributo anche delle opposizioni che “..pur nella dialettica della politica, hanno contribuito ad affrontare dei passaggi critici. Bisogna darne atto. Avete avanzato anche proposte concrete, qualificanti, alcune delle quali sono state accolte dalle forze di maggioranza” .

In conclusione del suo discorso, torna a parlare del Recovery Plan definendolo un “piano largamente condiviso, uno sforzo collettivo di cui andare fieri” e rivolge un appello ai cittadini:

“Aiutateci a rimarginare la crisi in atto. Cari cittadini, la fiducia deve essere reciproca, deve essere un qualcosa che si alimenta in maniera biunivoca. Avete offerto una risposta di grande responsabilità, state dimostrando di riporre grande fiducia nelle istituzioni. Confido che con il voto di oggi anche le istituzioni sappiano ripagare questa fiducia” riparando “il grave gesto di irresponsabilità” che ha prodotto questa crisi”.

Giuseppe Conte alla Camera: le reazioni dentro e fuori l’aula

Conte alla Camera
Conte alla Camera

Un discorso, quello di Conte alla Camera, che è filato liscio anche se non sono mancati i momenti di tensione e di ribellione, come i cartelli mostrati da alcuni deputati del Centrodestra che intimavano le dimissioni di Conte.

Al termine del discorso è seguito un forte dibattito, dal quale sono emerse due sole risoluzioni: una di maggioranza, che si limita ad approvare le comunicazioni di Conte, e una unitaria del centrodestra, che chiede immediatamente le dimissioni del Premier.

Di totale astensione alla Camera è l’intenzione di Italia Viva, mentre i sindacati, in primis Cgil, pone l’accento sul fatto che la crisi all’interno del governo non deve fermare il Paese.

Giuseppe Conte alla Camera: le risposte del premier

Conte alla Camera
Conte alla Camera

Attorno alle 17 è ripreso il confronto alla Camera, con le repliche da parte del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che evidenzia in primo luogo come la pandemia abbia fatto emergere e soprattutto creato nuove diseguaglianze all’interno del Governo, e torna a rivolgersi ai “volenterosi” spronandoli nel prendere in mano insieme un progetto politico ” a rendere il Paese più moderno e a completare le riforme che abbiamo messo in cantiere”, che tra gli scopi ha il perfezionamento di riforme già presenti ma poco chiare.

Conte sottolinea inoltre la forte sintonia dell’Italia con la Commissione Europea, e come soprattutto dalle scelte politiche dipenda il futuro dell’Italia, oltre a confidare nel rapporto con gli Stati Uniti e col presidente neoeletto Biden, il quale gli ha dimostrato con una telefonata appoggio e sostegno:

“L’agenda della nuova amministrazione americana è la nostra agenda. Condividiamo l’approccio del multilateralismo” del presidente Biden, ha spiegato. “Dopo i fatti terribili del 6 gennaio abbiamo avuto una conferma che la democrazia va difesa con i fatti e non le parole, non ci possiamo permettere di alimentare la tensione”

In seguito si sposta su tematiche importante come la situazione nel Sud Italia, al quale sarà stanziato il 50% del Recovery, e sulla ricostruzione del Centro post terremoto, la quale ha subito una forte accelerazione.

Conte conclude confidando sulla “risoluzione maggioranza”, lasciando alle votazioni.

martina lumetti

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