Destra e Sinistra? No, Sovranisti ed Europeisti

Sovranisti ed Europeisti: può una nuova definizione dare un maggiore ordine alla politica?

CESENA – Il mondo è in continuo e costante divenire e la politica, com’è giusto che sia, segue la naturale evoluzione degli eventi. Fino agli anni ’90, vi era stata una marcata distinzione tra destra e sinistra. Queste definizioni venivano coadiuvate dal concetto di economia che vigeva in quel periodo. Inoltre, eravamo appena al di fuori della guerra fredda, la battaglia che ha maggiormente contraddistinto queste due fazioni. Oggi, però, queste definizioni sono sature, non vestono più adeguatamente i vari schieramenti che si vedono nei Parlamenti di mezzo mondo.
Destra e Sinistra, nel Vecchio Continente, sono state soppiantate da altre due terminologie, che definiscono più adeguatamente gli schieramenti in campo.
Sovranisti ed Europeisti.

Destra e sinistra: un modo datato di definire politiche obsolete

È necessario, in prima battuta, capire perché le vecchie terminologie sono ormai diventate obsolete. Destra e Sinistra, infatti, stanno ad intendere due modi differenti e opposti di gestire l’economia di una nazione. La Destra è storicamente legata al capitalismo. Quindi, cercava di creare delle politiche che alleggerissero il carico fiscale sugli imprenditori. In questo modo, a loro giudizio, l’economia avrebbe avuto una maggiore spinta vista la possibilità di creare più posti di lavoro.

La Sinistra, invece, aveva delle connotazioni relativamente sociali: per loro era indispensabile che le spese dello Stato non gravassero sugli operai e sulle categorie con più difficoltà economiche. Venivano, inoltre, messe in pratica delle leggi che permettevano a tutti di avere una vita dignitosa a spese del Governo, a costo di indebitarsi.

Due modi diversi di interpretare un mondo che non c’è più. Oggi la scena è mutata radicalmente. Il ceto medio è quasi scomparso, mentre diminuiscono gli stipendi e l’occupazione e aumentano le tasse per far fronte a un debito pubblico sproporzionato rispetto al PIL. L’Italia, in questo caso, è l’esempio più eclatante. Non potendo più, dunque, favorire imprenditori o operai, a livello politico si è generato un caos senza precedenti.

Casa Pound, che è il partito di Destra più estremista in assoluto, mette in atto politiche di assistenzialismo che appartenevano ai rossi. Durante gli anni del governo Renzi (PD) sono state messe in atto leggi volte a favorire gli imprenditori. Il Movimento 5 Stelle, che ha coniato il reddito di cittadinanza, non siede a Sinistra, ma al centro dei due schieramenti. La Lega, nata dall’ingegno di Umberto Bossi in difesa dei confini del Nord, oggi predica politiche assistenzialiste a Sud. Troppa confusione.

sovranisti-ed-europeisti
sovranisti-ed-europeisti-Foto Ansa

Nonostante il diagramma risalga a prima della secessione di Italia Viva, lo schema appare piuttosto chiaro. Il parlamento è letteralmente spaccato in  due, ma non in corrispondenza delle politiche economiche. È più corretto, infatti, dire che il parlamento è attualmente diviso tra Sovranisti ed Europeisti, i nuovi schieramenti della politica moderna.

La nuova destra e la nuova sinistra: sovranisti ed europeisti

I sovranisti, per definizione, hanno l’obiettivo comune di difendere i confini nazionali. Vengono in mente, ad esempio, i proseliti di Matteo Salvini nelle piazze al grido di “prima gli italiani”. Giorgia Meloni lo ha seguito a ruota e anche Silvio Berlusconi , uno dei padri fondatori dell’Europa moderna, si è mosso criticamente verso l’istituzione che lui stesso ha contribuito a creare nel corso della seconda Repubblica.

A contrario, il PD con l’Europa è un tutt’uno. Ne condivide le idee, gli ideali e le aspirazioni. Sono votati a una politica di cooperazione con gli altri stati membri, a costo di farsi mettere, a volte, i piedi in testa. Italia Viva, il partito di Renzi, è allineato a questa visione. Sempre e comunque a favore dell’Europa, anche a costo, a volte, di scendere a compromessi e farsi mettere i piedi in testa. In questo frangente dovrebbe trovare spazio anche il nuovo partito di Conte.

La straordinaria evoluzione dei 5 stelle: dal “V-Day” al “pro-Europa se”

sovranisti-ed-europeisti
sovranisti-ed-europeisti

I Cinque Stelle, in questo frangente, rappresentano una curiosa eccezione.

Li ricordiamo tutti i vaffa-day.

Le piazze gremite, la folla inferocita e Beppe Grillo, leader del Movimento, che mandava al diavolo l’Europa, gli europeisti e i loro ideali. Nel corso di questi anni al governo, tra opposizione e maggioranza i cinque stelle hanno nettamente smussato i toni nei confronti del vecchio continente.

L’intervista più recente sull’argomento è quella di Di Maio, che si è espresso favorevole ai meccanismi europei, nonostante siano malfunzionanti. Niente più referendum per uscire dall’Euro, dunque, ma volontà di cambiare dall’interno ciò che non funziona. Anche loro a sinistra nello schieramento tra sovranisti ed europeisti.

Questa è stata la maturazione più evidente dei pentastellati, che da forza distruttiva delle vecchie istituzioni si è ritrovata, attraverso la figura di Giuseppe Conte, a rappresentarle in toto. Una maturazione avvenuta anche grazie ad un rapporto più diretto con la realtà dei fatti e con l’ente Europa: un’istituzione sicuramente non perfetta, ma con grandi potenzialità.

Lo scenario, dunque, è completo e coerente con le posizioni prese dai parlamentari in aula. A destra i sovranisti, i Trump nostrani, gli Italian First. A sinistra gli europeisti, i “volemose bene”, quelli de l’Unione (Europea) fa la forza.
Sta a voi, dunque, scegliere da quale parte schierarvi.

Alex Rossi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

google.com, pub-1977910587878590, DIRECT, f08c47fec0942fa0