Sanremo si farà, ci sono le date ma il pubblico?

Sanremo si farà dal 2 al 6 marzo, ma che ne sarà d pubblico? A causa della pandemia non dovrebbe esserci pubblico in sala, anche perché teatri, cinema e luoghi di interesse culturale sono chiusi da mesi, per cui si presuppone che anche in questo caso si rispetti quanto stabilito.

Soprattutto per rispetto agli operatori d mondo dello spettacolo a cui viene impedito di lavorare da mesi, anche rispettando tutte le normative anti Covid.

Sanremo si farà: le dichiarazioni e le polemiche per il pubblico in sala

«Tra i temi affrontati nel corso dell’incontro, il Protocollo sanitario e organizzativo che sarà a breve sottoposto alle autorità competenti in modo da poter prevedere una presenza del pubblico nella platea del Teatro Ariston»

Questo è quanto affermato dalla RAI, ed è ciò che ha scatenato l’ira del mondo dello spettacolo. Da mesi gli addetti ai lavori chiedono di poter riaprire, di poter tornare a lavorare nei teatri rispettando tutte le norme imposte per la sicurezza.

Sanremo si farà
Sanremo si farà

Enzo Mazza, a capo della Fimi, espone il risentimento del settore:

“essere  «esclusi per i nostri artisti scenari con palchi esterni, passerelle con pubblico, stand di sponsor e radio e incontri stampa. Tutto dovrà avvenire in streaming come accade oggi in qualsiasi altro evento, a partire dal festival del cinema di Berlino, che si tiene nella stessa settimana di Sanremo”

Sanremo si farà
Sanremo si farà

«Sanremo non deve godere di extra-territorialità. Il resto del Paese non solo non capirebbe ma rimarrebbe negativamente colpito se venissero concesse deroghe solo per la necessità di accontentare esigenze economiche di Rai e del Comune di Sanremo»

Stiamo vivendo una pandemia, ci è vietato vedere i nostri cari se non viviamo nella stessa casa, dobbiamo fare sacrifici lavorativi e personali per il bene comune, e poi di fronte a Sanremo tutto crolla?

Non possiamo andare al cinema per pericolo di contagi, ma possiamo andare a teatro Ariston per vedere il festival? Capiamo benissimo che l’indotto di questa manifestazione é molto alto, che non è solo il festival ma tutta la città a goderne, però perché a discapito degli altri?

Perché non viene a data a tutto il settore spettacolo, la stessa possibilità? Nessun DPCM fino ad ora ha previsto qualche misura di sicurezza a parte la chiusura, ma per Sanremo si vagliano misure eccezionali, si ipotizza un pubblico in sala mentre le altre manifestazioni devono aderire allo streaming.

Ci sono forse due pesi e due misure?

Tania Carnasciali

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

google.com, pub-1977910587878590, DIRECT, f08c47fec0942fa0