Messa alle strette, la Asl di Trento ammette: soluzione fisiologica al posto del vaccino Pfizer

E’ accaduto in questi giorni a Rovereto il dozzinale errore che è costato alla Asl di Trento una magra figura ed ha portato alla somministrazione di soluzione fisiologica anziché del vaccino Pfizer a 12 operatori sanitari del Trentino.

Pur rendendosi conto dell’errore quando al termine di un ciclo di vaccinazioni (che copre mediamente una ventina di persone) sono risultate non utilizzate diverse fiale di vaccino, la Asl ha preferito tacere per ben 48 ore prima di far scattare l’allarme.

La penosa figura da parte della Asl di Trento che ha taciuto l’errore per due giorni, bollando la notizia come fake news

A peggiorare la situazione, sulle prime l’Azienda Sanitaria ha mantenuto il silenzio per due giorni, negandosi alla stampa, e in seguito ha dichiarato in una riunione sindacale a Rovereto che la notizia si trattava di una “fake news”.

In seguito un operatore sanitario coinvolto ha però inviato un messaggio alla stampa, confermando di essere stato richiamato dalla Asl di Trento per fare un test di controllo.

Sotto pressione quindi, subito dopo, l’Azienda Sanitaria ha ammesso di aver iniettato soluzione fisiologica al posto del vaccino Pfizer rilasciando il seguente comunicato stampa:

In merito alla notizia sulla somministrazione di soluzione fisiologica al posto di vaccino, l’Azienda provinciale per i servizi sanitari specifica che il caso è stato prontamente individuato grazie ai protocolli di controllo utilizzati dalle strutture sanitarie aziendali. Nello specifico le checklist prevedono tra l’altro, una comparazione tra dosi preparate e somministrate e flaconi residui ancora integri che hanno permesso di evidenziare una possibile mancata somministrazione“.

E’ intervenuto quindi il direttore del Dipartimento prevenzione dell’Azienda sanitaria di Trento, Antonio Ferro, che ha spiegato all’ANSA a cosa è stato dovuto l’errore:

Quando un flaconcino viene utilizzato, normalmente viene messo da parte. In questo caso specifico non è stato messo da parte. L’ipotesi più plausibile è che sia stato riempito nuovamente con soluzione fisiologica e poi da lì sono state aspirate le sei dosi che sono poi state somministrate. Quindi probabilmente c’erano anche tracce di vaccino all’interno“.

Scavando a fondo è inoltre emerso che la Asl di Trento ha dichiarato che solo alla fine della seduta vaccinale, grazie alla checklist, l’operatore ha verificato che, siccome i flaconcini sono contati, ne erano rimasti un paio. Immediatamente ha avvisato la direzione generale e quindi sono state date indicazioni molto precise. Sono quindi state convocate tutte le persone coinvolte in quella seduta vaccinale, 47 in tutto, informandole su questa possibile somministrazione di fisiologica.

Dichiarazione che puzza di falsato in quanto, proprio la stessa Asl, ha preferito mantenere il “segreto” per ben 48 ore.

asl di trento: fisiologica al posto di vaccino Pfizer
asl di trento: fisiologica al posto di vaccino Pfizer

Ora la Asl di Trento è stata costretta alla verifica

L’incidente riguarda “presumibilmente” 12 persone fra medici, infermieri e operatori sanitari. Ora la Asl dovrà richiamare i vaccinati di quella giornata, per i quali adesso diverrà necessario effettuare un test sierologico per poter stabilire con certezza chi ha ricevuto effettivamente la dose di vaccino e chi la soluzione fisiologica. Anche in previsione del secondo richiamo.

Il test sierologico infatti evidenzia gli anticorpi e permette di capire chi è stato in contatto con il virus: quelli che risulteranno positivi al test  potranno fare il richiamo, gli altri avranno di nuovo la prima dose vaccinale.

Tra chi ha ricevuto la fisiologica al posto del vaccino risulta anche un chirurgo, che ha dovuto sospendere l’attività operatoria.

L’unico aspetto che non rema contro alla Asl di Trento è il fatto che la somministrazione di soluzione fisiologica non comporta nessun rischio per la salute dei soggetti coinvolti, trattandosi di acqua distillata e sale.

Nessun comunicato o commento, finora, dell’assessore provinciale alla salute Stefania Segnana.

Che abbia bisogno anche lei di 48 ore di tempo per ammettere l’errore?

Silvana Uber

Vicepresidente di una casa editrice nel triveneto, scrittrice per Leonida Edizioni, Eracle Editore, Titani edizioni e talent scout per autori emergenti. Mamma, amante dell'Africa... e del prosecco!

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