Australia contro Google: la Terra dei Canguri sfida il colosso americano

Australia contro Google: a quanto pare, il colosso americano non è il migliore amico che tutti noi sogniamo.
Il motore di ricerca più utilizzato al mondo, quasi monopolista del settore, è infatti in crisi diplomatica con l’Australia. Nella Terra dei Canguri, infatti, è appena stata promulgata una legge che costringe il marchio americano (e come lui tanti altri affiliati) a pagare per i contenuti che vengono re-postati sulla piattaforma, in quanto sfruttamento di proprietà intellettuale altrui. È così, ad esempio, che Google si potrebbe trovare a dover pagare ogni singola testata che viene utilizzata dal portale.

Australia contro Google: cosa succede in Oceania?

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Google ha minacciato di impedire agli Australiani di accedere a qualsivoglia servizio da loro offerto. È questa la replica che il social network ha messo in atto per impedire che la legge venga approvata. Una prova di forza che però non spaventa il Primo Ministro australiano Scott Morrison. Il politico, in una conferenza stampa, ha rivendicato la totale libertà di poter mettere in atto qualsiasi legge approvata dal Parlamento. Sono le aziende che decidono, poi, di lavorare sul territorio a doversi adattare.

La lotta Australia contro Google è un braccio di ferro serrato, che potrebbe clamorosamente riscrivere in toto le regole di internet. Google, infatti, deve larga parte dei propri proventi agli introiti pubblicitari. Il motore di ricerca, colosso americano delle telecomunicazioni, riesce infatti a tracciare qualsiasi movimento venga fatto attraverso il proprio portale e grazie a questo riesce a fare un eccellente lavoro di scanning e di direct marketing. In pratica, Google viene pagato per fare in modo che chiunque trovi la cosa di cui ha bisogno.

Quali sarebbero le conseguenze economiche di questa legge?

Naturalmente, per fare questo è necessario monitorare con costanza le azioni dei propri utenti, ed è quiche entra in gioco il governo australiano. Google, infatti, non si limita ad utilizzare le informazioni di navigazione, ma sfrutta anche la ripubblicazione di articoli e di notizie attraverso i propri algoritmi. Il governo australiano vorrebbe imporre a Google di pagare per ogni volta che viene ripubblicato un articolo.

Per il colosso americano sarebbe uno smacco senza precedenti e se tutti i paesi del mondo decidessero di mettere in pratica la stessa normativa, per Google significherebbe subire un tracollo economico senza antecedenti. Per questo, la società americana non può fare altro che tentare, in tutti i modi, di impedire la promulgazione di questa legge, a costo di oscurare l’Australia.
Non sarebbe, però, solo il motore di ricerca a essere penalizzato da questa legge. Anche tutti gli altri aggregatori di notizie, come Facebook, Instagram o Youtube, verrebbero severamente penalizzati.

L’Australia, duque, ha deciso di dichiarare guerra al mondo della tecnologia.

Alex Rossi

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