Ritardi sul Recovery: rassegna stampa del 22/01/2021

Per la politica italiana non c’è pace. A portare ulteriore scompiglio all’interno del Governo c’è l’inchiesta calabrese: indagato Lorenzo Cesa, leader dell’Unione di Centro. L’accusa è quella di associazione a delinquere nell’ambito di un operazione anti-ndrangheta. Per i Cinque Stelle è impensabile un’alleanza con chi è sotto indagine. Si para, così, un ulteriore ostacolo di fronte alla strada della maggioranza, che deve fare i conti anche con i ritardi sul Recovery Plan.

Trattative arenate e ritardi sul Recovery Plan: l’Italia si sveglia in crisi

ritardi sul Recovery
ritardi sul Recovery – Lorenzo Cesa

Proprio questa è la notizia di apertura de Il Corriere della Sera, che titola: “Un’inchiesta mina le trattative. Galleri: non è giustizia a orologeria. Il centrodestra al Colle: così non si lavora. La Bce: niente ritardi sul Recovery Plan”. Viene trasmesso, dunque, il grave carattere di urgenza che ha questo governo nel trovare la maggioranza. Sono diversi gli appuntamenti importanti in agenda e non mancano le pressioni dall’opposizione visti i numeri risicati al Senato. Un quadro per nulla roseo per il Conte-bis.

La Repubblica invece si concentra sulle scadenze ormai prossime: “Basta ritardi sul Recovery. Crisi, si complica l’operazione responsabili, il PD vede le elezioni” è il titolo riportato dal quotidiano romano. Al centro della scena, dunque, c’è il piano che andrebbe stilato dal Governo, ma che è slittato visti i risultati delle votazioni. Conte è ancora impegnato a cercare i cosiddetti costruttori e il PD valuta le urne, opzione che in vero non dispiacerebbe nemmeno al Premier.

La Stampa, invece, si concentra sull’allarme sanitario. A differenza degli altri due quotidiani, lancia un allarme forse ancor più grave per lavoratori e imprenditori: “Covid, l’allarme dell’Europa:<<Serviranno nuovi lockdown>>. Un’opzione che nessuno si auspica.

L’opposizione all’attacco: la maggioranza è troppo instabile

I quotidiani di opposizione non perdono occasione per attaccare il governo. Su Libero viene glissata completamente l’inchiesta su Lorenzo Cesa, meglio concentrarsi sul reclutamento di Conte: “Evitare il voto rende ai senatori 350 mila euro. Il colle incentiva il reclutamento di voltagabbana” è il titolo del giornale di Vittorio Feltri.

Altra strada presa da Il Giornale, che pone la nuova indagine al centro del proprio titolone: “In campo anche le toghe: Cesa indagato per ‘ndrangheta, tegola sull’allargamento della maggioranza all’Udc.”

Le inchieste del giorno: uno spaccato preoccupante

Inchiesta, invece, in prima pagina per il Fatto Quotidiano. Nella guerra dei vaccini “Vince chi paga di più“. Allora avanti Israele, che compra al doppio dell’UE, e agli States, che investono 5 dollari in più a dose.

Menzione ab honorem va a Il Resto del Carlino, che si occupa di una tragedia che ha sconvolto l’Italia: non si può “morire di social a 10 anni“.

Alex Rossi

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