Vaccino Sputnik V: Ungheria sarà il primo Paese a riceverlo

Dopo quelli di AstraZeneca, Moderna e Pfitzer, un nuovo vaccino si affaccia all’orizzonte nella lotta contro il Covid-19: si tratta del vaccino Sputnik V, e l’Ungheria sarà il primo Paese a riceverne le dosi, dopo che ieri è avvenuta l’approvazione dello stesso, che si aggiunge a quella, appunto del vaccino AstraZeneca, che tuttavia resta ancora sotto la lente d’ingrandimento dell’EMA, anche se dovrebbe avvenire a breve l’approvazione. Un’enorme accelerata nella lotta al virus, quella impressa dal primo ministro Viktor Orban al suo Paese, alla luce delle polemiche mosse dallo stesso in merito all’eccessiva lentezza della campagna vaccinale.

Vaccino Sputnik V: cosa ne sappiamo?

vaccino Sputnik V
vaccino Sputnik V

Il vaccino Sputnik V è stato progettato  presso il Centro nazionale di ricerca epidemiologica e microbiologica N. F. Gamaleja, in Russia,  già agli inizi di agosto dell’anno appena trascorso, è stato il primo vaccino ad essere registrato per uso di emergenza sebbene fosse stato testato solo su poche decine di persone. Analogamente a quello di AstraZeneca, si tratta di un vaccino costituito da una particella virale: nello specifico si tratta di  una particella di adenovirus umano ricombinante contenente la tanto nota “proteina S”, una proteina dell’involucro del coronavirus contro la quale vengono prodotti gli anticorpi.

Seppure approvato in Russia tra agosto e settembre dallo stesso Putin, in quanto ritenuto efficace e sicuro fino ad ora non era stato ancora approvato in Europa in quanto secondo l’Unione Europea mancavano “prove scritte concrete del trial clinico, che ne attestassero l’efficacia“. Prove che ora sembrano esserci, e pertanto si attende solamente l’approvazione da parte dell’EMA, il quale ha da poco ultimato il processo di “scientific review” e i risultati dovrebbero prevenire al team dello Sputnik V entro 7-10 giorni.

Vaccino Sputnik V: Germania, Serbia e Italia le prossime in lista per le dosi

vaccino Sputnik V
vaccino Sputnik V

In attesa del via definitivo da parte dell’EMA, altri Paesi Europei si sono messi in lista per ottenere per primi le dosi: tra questi la Germania di Angela Merkel che ha recentemente dichiarato che «Se il vaccino sarà approvato dall’Ema, potremo parlare di accordi sulla produzione e anche dell’uso» , e la Serbia, che lo affiancherebbe al PfizerBioNTech e il Sinopharm cinese.

Un’apertura, negli ultimi giorni, sarebbe arrivata anche dall’Italia, come annunciato la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, a ‘Radio anch’iò su Radio Uno:

«Se l’Agenzia europea del farmaco Ema dirà che va bene assolutamente sì, perché non dovremmo?».    

Un’approvazione, quella del vaccino Sputnik V, che andrebbe ad alleviare le problematiche legate alla campagna vaccinale, che attualmente sta subendo un rallentamento, in seguito ai ritardi sulla consegna delle dosi di vaccini della Pfizer destinate all’Europa.

martina lumetti

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