Casi Regeni e Zaki: quando la giustizia sembra invisibile

Due famiglie, quelle di Giulio Regeni e Patrick Zaki, che vivono un destino comune, quello delle vicende legate ai loro figli, che uniscono due Paesi, Italia ed Egitto, ma soprattutto per le quali la parola giustizia sembra essere invisibile. 

Giulio Regeni e Patrick Zaki: le storie dei due ragazzi

Giulio Regeni e Patrick Zaki
Giulio Regeni e Patrick Zaki

Giulio Regeni, classe 1988 è ancora un giovane studente quando da Fiumicello, un piccolo paese in provincia di Udine, quando decide di tasferirsi per studio prima negli Stati Uniti, per studiare allo Armand Hammer United World College of the American West, poi a Cambridge e infine in Austria; durante i suoi studi si appassiona al Medio Oriente. Durante il dottorato di ricerca presso il Girton College dell’Università di Cambridge, nel 2014 si reca in Egitto per svolgere una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani presso l’Università Americana del Cairo.

Il 25 gennaio del 2016 Giulio, dopo un ultimo messaggio mandato alla fidanzata che sta in Ucraina, esce ma non fa più ritorno o dà più notizie di sè: poche ore dopo, un’amica denuncia la sua scomparsa: dopo giorni di ricerche ed appelli, il suo corpo nudo e atrocemente mutilato viene trovato qualche giorno dopo, esattamente il 3 febbraio  in un fosso situato alla periferia del Cairo. Successivamente le mutilazioni verranno identificate come veri e propri segni di tortura, e verranno anche individuate bruciature di sigarette su tutto il corpo del ragazzo, il quale secondo l’autopsia che verrà in seguito effettuato, è morto in seguito ad un violento colpo al collo che gli ha provocato un’ estesa emorragia cerebrale e una vertebra cervicale fratturata.

Una morte che da subito le autorità egiziane attribuiscono ad un semplice incidente stradale o ad un omicidio per motivi personali; inoltre le stesse garantiscono immediatamente, per poi negare immediatamente, piena collaborazione agli investigatori italiani, tanto che il corpo viene esaminato separatamente da medici italiani ed egiziani, i quali forniscono referti diversi. Inoltre le due autopsie non coincidono e molte prove utili alle indagini scompaiono misteriosamente. Tensioni, quelle tra Italia ed Egitto, che hanno messo a dura prova le indagini, che dopo 5 anni dalla morte del ragazzo, sembrano essere ancora lontane dalla conclusione.

Giulio Regeni e Patrick Zaki
Giulio Regeni e Patrick Zaki

La storia, invece di Patrick Zaki, parte proprio dal paese sul Mar Rosso: lui, infatti, classe 1991, è uno studente egiziano. Nel 2018 organizza la campagna elettorale dell’ avvocato ed attivista politico Khaled Ali, da sempre impegnato nella difesa dei diritti umani. L’anno dopo, nel 2019, si trasferisce a Bologna per fare un dottorato. Nel 2020, durante un rientro a casa, viene arrestato e trattenuto prima al Cairo, poi viene trasferito nella sua città natale, Mansoura.

In entrambi gli interrogatori, Zaki viene sottoposto a torture picchiato, sottoposto a scosse elettriche, il tutto a totale insaputa della famiglia, in quanto attivista nonchè di “pubblicare voci e false notizie che mirano a disturbare la pace sociale e seminare il caos”. Accuse per le quali Zaki è ancora detenuto, e per lui si stanno muovendo diverse associazioni, tra le quali Amnesty International.

Giulio Regeni e Patrick Zaki: le novità sui due casi

Giulio Regeni e Patrick Zaki
Giulio Regeni e Patrick Zaki

Il caso Regeni e il caso Zaki, negli ultimi anni, hanno fortemente minato il rapporto tra l’Egitto e l’Italia, la quale continua ad indagare e a chiedere senza sosta giustizia per i due studenti. Per quanto riguarda il primo, qualche giorno fa la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per quattro 007 egiziani  ai quali viene contestato il concorso in omicidio aggravato e in lesioni personali aggravate nei confronti dello studente friulano.

Non va meglio, nel caso dello studente attivista egiziano, per il quale sono stati imposti altri 15 giorni di carcere.

Due storie tanto diverse,quanto simili, quelle di questi due ragazzi e delle loro famiglie, unite da  un sottile ma lungo filo rosso, quello delle violazioni sistematiche dei diritti umani in Egitto. Un filo che per Giulio Regeni e Patrick Zaki possa finalmente spezzarsi grazie alla giustizia.

martina lumetti

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