Sfida dei 100 giorni di Biden: cosa gli chiedono le donne afroamericane

Sfida dei 100 giorni di Biden: cosa si aspettano le donne afroamericane dal neo presidente?

Non è un segreto che il movimento Black abbia appoggiato Joe Biden in tutto il Paese: senza questo fondamentale appoggio non sarebbe diventato presidente e Kamala Harris non sarebbe diventata la prima di origini afroamericane e sud asiatiche, a ricoprire la carica di vicepresidente.

Senza l’appoggio di Stacey Abrams, i democratici non avrebbero ottenuto i voti in Georgia necessari per la maggioranza in Senato. Durante il discorso di ringraziamento, Joe Biden, ha ringraziato la comunità afroamericana per il supporto ma questo ovviamente non è sufficiente.

Alicia Garza membro di spicco del movimento Black Futures Lab, dichiara che l’amministrazione Harris/Biden adesso deve ripagarle mettendo donne afroamericane in posizioni di potere, così da cambiare la storia e il futuro degli Stati Uniti.

Sifda dei 100 giorni
Sifda dei 100 giorni

Sfida dei 100 giorni: aumentare i diritti delle donne afroamericane

Sempre Alicia Garza, che è stata anche promotrice del movimento Black Lives Matter, rende note le disparità che esistono tra donne afroamericane e donne statunitensi.

Le donne di origini africane, non hanno un sistema sanitario adeguato, pochi aiuti per i figli e in tema di pensioni di conseguenza ancora meno. Chiedono all’amministrazione Biden/Harris di ridurre le differenze, combattere il terrorismo razziale e raggiungere finalmente la parità di trattamento su tutti i livelli.

Tutto questo lo chiedono nei primi 100 giorni di mandato: ricatto o giuste pretese? O giuste pretese espresse sottoforma di ricatto?

Covid-19: ha colpito più afroamericani perché non hanno diritto all’assistenza

Sifda dei 100 giorni
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Le persone afroamericane, stando ai dati ufficiali, hanno avuto un tasso di mortalità maggiore rispetto a quello delle persone bianche. Questo triste dato è dovuto dal sistema americano di accesso alla sanità, che prevede costi notoriamente molto elevati.

Il divario tra sanità pubblica e privata, é enorme e l’accesso alla seconda non è purtroppo garantito a tutti. Proprio per quanto spiegato prima, cioè che le famiglie di origine afroamericana hanno generalmente ingressi ridotti, non hanno potuto curarsi nella maniera adeguata.

Sanità pubblica per tutti: un diritto Black o un diritto universale?

Sifda dei 100 giorni
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Quello della sanità, però, è un problema che riguarda tutta la Nazione a prescindere dalle  origini: non è una questione razziale ottenere una sanità pubblica in grado di curare tutti, ma una questione sociale che dovrebbe riguardare tutti e che il nuovo Presidente dovrebbe quantomeno considerare.

È logico però che la comunità Black avanzo pretese e soluzioni rapide, visto l’appoggio fondamentale alla Presidenza Biden. Però ci chiediamo se questo non sia un modo per creare ulteriori divisioni: è indubbio che essere di pelle scura sia ancora oggi in America, e non solo, uno svantaggio ma è giusto associare questo alla richiesta di una sanità pubblica per tutti?

Nessuno nega che le donne afroamericane abbiano situazioni incresciose da portare alle luce della nuova amministrazione, quello che ci stupisce è questa distinzione netta fra nero e bianchi che probabilmente non fa bene ad un clima già teso di suo. E cozza molto con il senso del discorso Di Biden fondato su unione, camminare insieme e pace.

I primi 100 giorni sono fondamentali per un Presidente, vediamo cosa riuscirà a fare Biden.

 

Tania Carnasciali

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