Dimissioni di Conte: il Premier atteso domani al Quirinale

Dimissioni di Conte: il Premier è atteso al quirinale. È questa la breaking news che ha squarciato nuovamente gli scenari della politica nazionale.
Dopo aver incassato il sostegno del PD e aver confermato il supporto del Movimento 5 Stelle, il Professore si dovrebbe recare domani mattina a disquisire con Sergio Mattarella. Due possono essere gli scenari che il Premier deve sottoporre al Capo di Stato: un governo di larga intesa o le dimissioni immediate. In questo caso, potrebbero aprirsi pure le strade delle elezioni. Sembra, però, data per certa la seconda ipotesi.

Il PD si schiera con Conte, ma senza Renzi non si governa: i punti salienti delle dimissioni di Conte

“Le soluzioni devono essere credibili. Un governo europeista, che guarda al bene comune e con agenda breve e concreta può presentarsi con Conte, che al momento è il punto di equilibrio più avanzato”. Con queste parole Nicola Zingaretti, segretario del PD, sancisce la linea politica del suo partito: tutti con Giuseppe Conte.

Molto più in bilico è la posizione di Matteo Renzi. Non si può certo far finta che non sia successo nulla, ma potrebbe esserci un ritorno di fiamma pur di scongiurare il pericolo elezioni. In questo caso, tornerebbe ad essere una maggioranza discretamente solida. I numeri, però, al Senato, al momento, continuano a non esserci.

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Nel frattempo, continuano ad accavallarsi notizie e fonti: a quanto pare il vertice con Mattarella dovrebbe riguardare le proprie dimissioni. In mattinata l’agenda del Premier dovrebbe prevedere l’annuncio dello scioglimento del Governo al Consiglio dei Ministri e poi, in tarda mattinata, l’incontro con Mattarella. L’Italia, dunque, si trova in piena pandemia senza un governo.

Italia: la crisi non è solo di governo

Vengono così disattese tutte le richieste avanzate dall’Europa per accedere al Recovery Fund. A questo punto tornano in dubbio i fondi riservati dall’Europa allo stivale fino alla presentazione del nuovo Governo. Le alternative, in questo caso, sono tre. Il Conte-ter con Renzi incluso nella maggioranza rimane un’opzione sullo sfondo, è più probabile una nuova larga intesa di maggioranza con un nuovo uomo forte.

Altra alternativa sarebbe il voto e qui, l’unico a giovarsene sarebbe Matteo Salvini. Il leader del carroccio sarebbe, in caso di elezioni, il nuovo Premier in caso di vittoria del centrodestra. A quel punto, a lui spetterebbe anche l’elezione del Presidente della Repubblica, che toccherà a Febbraio 2022. Avanza, su questo fronte, la candidatura di Silvio Berlusconi.

MargheritaGiacovelli

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