Scontri nei Paesi Bassi. Si chiede la fine delle restrizioni

Scontri nei Paesi Bassi- Ieri, 24 gennaio, si è innalzato il primo grande polverone in Europa Centro-occidentale, come protesta alle restrizioni imposte dal governo olandese come misure anti-covid.
Nello Stato europeo, è in vigore da metà dicembre, e resterà tale fino al 9 febbraio almeno, un coprifuoco dalle 21 alle 4:30 del mattino. Nell’ultimo periodo, erano avvenute già diverse violazioni, punite con multe salate.

I cittadini, soprattutto nella capitale olandese, fremevano ed era quasi chiaro che prima o poi si sarebbero ribellati alla decisione del governo.
La manifestazione, è sfociata in violenti scontri con la polizia, ad Amsterdam ed Eindhoven.
Al lancio di oggetti da parte dei cittadini in protesta, la polizia ha risposto con lacrimogeni, per disperdere la folla.
Non sono mancati gli atti di vandalismo, che hanno portato all’arresto di più di trenta persone.

Manifestazioni non autorizzate nei Paesi Bassi

In alcune città dei Paesi Bassi, ci sono state manifestazioni non autorizzate per protestare alle nuove ed ancora più restrittive misure introdotte a partire da sabato, per limitare la diffusione del COVID-19.
Amsterdam ed Eindhoven si sono poste come cocchiere di una carrozza di manifestanti infuriati, però, anche in altre città la protesta si è fatta sentire.
Ad Amsterdam, in particolare, i cittadini si sono radunati avanti al Museumplein, cioè il parco attorno al quale é possibile trovare alcuni tra i musei più importanti della città olandese.
Dopo una prima richiesta pacifica delle autorità, che intimavano i manifestanti ad allontanarsi, si è passati ai getti d’acqua, manganelli e addirittura cavalli a cani, pur di disperdere la folla.
Ad Eindhoven, invece, il raduno è avvenuto nei pressi della stazione, interrompendo anche la circolazione dei treni. In questo caso, la polizia, per sciogliere le fila, è arrivata anche ai lacrimogeni in risposta a sassi ed oggetti lanciati.

Scontri nei Paesi Bassi
Scontri nei Paesi Bassi

La protesta contro un lockdown lunghissimo

I Paesi Bassi vivono in uno stato di lockdown da ormai metà dicembre, ed avevano visto, già a partire da ottobre, la chiusura di tutti i servizi considerati non essenziali, come bar, ristoranti e negozi.
Tutto pur di evitare che la seconda ondata della pandemia colpisse in modo aggressivo. Per questo il primo ministro olandese Mark Rutte aveva optato per rendere ancora più stringente la morsa delle restrizioni, inserendo, a partire da sabato, anche un coprifuoco dalle 21:00 alle 4:30.

Il mondo è in protesta contro le conseguenze del Covid

Qualche settimana fa, a Praga, si era già presentata una situazione analoga. Più di 3 mila persone si erano presentate nella piazza della città vecchia creando grossi disagi ed assembramenti.
Alcuni manifestanti si erano dati appuntamento per sventolare bandiere “contro la tirannia del COVID”. Anche in Repubblica Cieca, le restrizioni avevano previsto il coprifuoco sale 21 alle 5 del mattino.
Quali potrebbero essere le soluzioni per i governi che si trovano a combattere con un virus in costante mutamento e che non fa altro che sentire totalmente impotenti.
La situazione coronavirus è sempre più pesante e i cittadini sono arrivati in fondo a qualunque limite di tollerabilità e stress. Cosa fare, però, se l’opzione che si pone avanti è quella di aspettare che tutto finisca così come iniziato?

MargheritaGiacovelli

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