Vaccini in ritardo: l’Europa contro Astrazeneca e Pfizer

Vaccini in ritardo, che succede in Italia?

Vaccini in ritardo: cosa succede con Pfizer?

Il Governo italiano ufficializza la diffida nei confronti di Pfizer. La casa farmaceutica statunitense, infatti, è la principale fornitrice di vaccini anti-covid19 su suolo europeo, ma a causa di alcuni ritardi nella produzione non sono state rispettate le tabelle di marcia concordate. Tutta colpa, a quanto pare, di uno stabilimento belga in fase di ristrutturazione. La struttura è in fase di potenziamento e per questo viaggia ad un regime di produzione ridotto.

Nonostante questo, l’Avvocatura generale dello Stato, per conto del Commissario Straordinario all’emergenza Domenico Arcuri, ha presentato l’esposto per inadempimento degli obblighi contrattuali. Solo la Polonia ha seguito una strada simile alla nostra, mentre la Svezia ha deciso di interrompere le tranche di pagamento in corso.

Astrazeneca scatena i dubbi dell’Europa: in ritardo ancor prima di cominciare

vaccini-in-ritardo
vaccini-in-ritardo

Una crociata quasi solitaria, quella dell’Italia, poiché Pfizer ha fornito spiegazioni ben delineate. Tutt’altra questione, invece, è quella che riguarda Astrazeneca. La casa farmaceutica britannica dovrebbe ricevere il via libera da parte dell’Ema per la fine di gennaio. Visti i minori costi di produzione e i problemi logistici limitati, l’Unione Europea ha già acquistato ben 300 milioni di dosi dal colosso britannico. Dosi, tempi e rifornimenti già concordati al momento del pagamento (in anticipo) e che, a quanto pare, saranno disattesi. Anche in questo caso, si parla di vaccini in ritardo.

In questo frangente potrebbe verificarsi una delle querelle legali destinate a fare la storia. I ritardi di Astrazeneca, infatti, non sono stati in alcun modo spiegati adeguatamente. La compagnia britannica si è limitata a addure ad alcune scuse e problematiche di produzione. Quello che invece pare profilarsi all’orizzonte è un vero e proprio caso di inadempienza. Sarebbero diversi, infatti, i paesi disposti a pagare il vaccino a prezzo ben più alto rispetto a quello prospettato all’Unione Europea.

Nasce, dunque, ben più di un sospetto in merito alla regolarità delle pratiche messe in atto dalla casa farmaceutica. Finora, però, si tratta solo di sospetti. Nulla di concreto è ancora emerso all’orizzonte. Sulla compagnia, però, è piombata un altro dato statistico preoccupante: secondo fonti di ricerche tedesche, il vaccino non gioverebbe agli anziani, con un tasso di inefficacia superiore dell’8% rispetto ai dati indicati. Astrazeneca si è già difesa da queste diffamazioni, sostenendo che i dati forniti dallo studio teutonico siano errati.

Vaccini in ritardo: l’importanza di un proprio siero per non dipendere da terzi

Intanto, l’Italia aspetta ReiThera. Il vaccino italiano dovrebbe ricevere il via libera dall’Ema a giugno e risolverebbe, in un colpo solo, problemi di approvvigionamento e di costo. In un settore tanto delicato, è importante non subire una dipendenza. Incrociamo le dita e speriamo che gli sviluppi volgano al meglio.

Alex Rossi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

google.com, pub-1977910587878590, DIRECT, f08c47fec0942fa0