Polonia, nel 2021 entra in vigore il bando quasi totale dell’aborto

Polonia, entra in vigore il bando quasi totale dell’aborto

Dopo le varie proteste di piazza, la sentenza del tribunale polacco, sul bando quasi totale dell’aborto, diventa esecutiva.

Entra in vigore in Polonia la sentenza del tribunale polacco che impone un divieto quasi totale dell’aborto. Lo ha reso noto il governo, in un annuncio che dovrebbe suscitare grandi proteste.

“La sentenza sarà pubblicata sul Journal of Laws”

Ha affermato su Twitter il centro informazioni del governo. E così, cominciano nuove manifestazioni.

Il tribunale ha reso pubblica una giustificazione di quanto deciso lo scorso ottobre per incentivare quella che era già una delle leggi più severe dell’Unione europea in merito all’interruzione della gravidanza.

Secondo il chiarimento delle pagine del tribunale, l’aborto è ammissibile se c’è una seria probabilità di danni irreversibili o letali al feto, se la vita della madre è in pericolo o nei casi di incesto e di stupro.

bando quasi totale
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Da settimane, in Polonia, precisamente a Varsavia, hanno luogo proteste per il diritto all’aborto. Le manifestazioni sono cominciate il 22 ottobre dopo che è stata bandita l’interruzione volontaria di gravidanza tranne che nei casi di stupro e incesto o quando la vita della madre è in pericolo.

Le tensioni continuano ancora in Polonia ma anche in Italia. Tra i tanti volti noti del mondo dello spettacolo, schieratisi contro la decisione del governo, figura anche Kasia Smutniak. L’attrice di origini polacche, tra i protagonisti di ‘Perfetti Sconosciuti’ è intervenuta sui social pubblicando un suo sfogo diretto a Jarosławie Kaczyński, leader del partito al governo Pis, allegato ad una foto con tanto di dito medio alzato.

“Sig. Jarosław Kaczyński, Lei ha violato molte volte i confini negli ultimi anni. Come donna polacca che ha trascorso la maggior parte della sua vita all’estero, l’ho guardato da lontano. Con tristezze e orrore, ho visto che le decisioni del suo governo hanno lentamente cambiato la immagine della mia Polonia.

Ciò per cui i miei genitori hanno combattuto è stato oggi violentato e calpestato. I miei figli pagheranno le conseguenze di questi giganteschi passi indietro. Come madre, donna e cittadina di questo paese, dico BASTA!”

Nel lungo post pubblicato sul suo profilo Instagram, l’ex compagna di Pietro Tarricone si dice delusa e incapace di riconoscere il suo Paese, incapace di capire come sia possibile che uno Stato civile possa fare tutti questi passi indietro.

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Elena Ciccarone

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