Yara Gambirasio: la Cassazione dà il via per riaprire il caso?

Il caso di Yara Gambirasio lasciò l’Italia sgomenta: una ragazzina di appena 13 anni, con una vita senza scheletri, sparì nel nulla in un pomeriggio qualsiasi nel breve tratto di strada tra casa e la palestra che frequentava.

Le indagini andarono avanti per qualche mese, ma niente di strano saltò fuori: la famiglia Gambirasio non aveva nemici, Yara era una ragazzina semplice senza nessun segreto da scoprire.

Un giorno per caso un uomo scopre il corpo della ragazzina in un campo, abbandonato come fosse un rifiuto di cui liberarsi.

Yara Gambirasio: l’arresto di Massimo Bossetti

Yara Gambirasio
Yara Gambirasio

La polizia iniziò ad indagare, e tutti gli indizi portarono a Bossetti: il furgone con cui avrebbe seguito Yara Gambirasio per giorni, le attività nella zona intorno ai luoghi frequentati dalla ragazzina.

E quella scoperta agghiacciante: nel PC di Bissetti furono trovati nella cronologia di internet, link a siti pornografici con minori. L’uomo cercava espressamente foto e video particolari di ragazzine 13enni.

Si è arrivati a Bossetti tramite tracce di DNA che per mesi sono state rinominate Ignoto 1. Da queste tracce si è arrivati a scoprire che Bossetti non era figlio del padre che aveva sempre conosciuto, ma di un uomo ormai morto da anni.

L’uomo si è sempre dichiarato innocente, ma non ha mai saputo spiegare come il suo DNA fosse finito sul corpo di Yara Gambirasio. Inoltre le sue bugie su dove fosse al momento dei fatti, hanno convinto gli inquirenti che ci fosse qualcosa di poco chiaro.

Yara Gambirasio: contro Bossetti una macchinazione?

Yara Gambirasio
Yara Gambirasio

Questo ha sempre sostenuto Massimo Bossetti, senza mai offrire una valida ipotesi investigativa differente. Non ha mai saputo spiegare come il suo DNA fosse finito sulla ragazzina, su cui furono trovate tracce di sangue estraneo.

I legali del carpentiere di Mapello, hanno sempre sostenuto che contro Bossetti fossero state costruite prove ad hoc ma niente lo ha mai dimostrato.

Una recente sentenza della Cassazione, datata 13 gennaio, annulla con rinvio le ordinanze con cui all’epoca la Corte d’Assise di Bergamo aveva respinto la richiesta degli avvocati di Bossetti, ritenuta inammissibile, di accedere ai reperti dell’indagine.

Il caso potrebbe quindi riaprirsi, a seconda di cosa risulterà dalle indagini dei legali di Bossetti.

Tania Carnasciali

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