Cuba sviluppa il vaccino contro il Covid-19 da sola

Nella corsa contro il tempo verso l’approvazione di un vaccino contro il Covid-19, Cuba si autoproduce il vaccino. Entro fine anno tutta la popolazione nazionale (e non solo) dovrebbe essere vaccinata.

Sono quattro i vaccini contro il Covid-19 che si trovano in fase sperimentale nello Stato insulare di Cuba: Soberana 1 e Soberana 2 (prodotti dall’Istituto Finlay), Abadala e Mambisa (prodotti dal Centro di ingegneria genetica e biotecnologica BioCubaFarma).

Tutti e quattro questi vaccini sono finanziati dal Fondo cubano per la scienza e l’innovazione e dal Ministero della scienza, della tecnologia e dell’ambiente.

Cuba, vaccini contro il Covid-19: finanziati col denaro pubblico.
Cuba, vaccini contro il Covid-19: finanziati col denaro pubblico.

Si tratta di un importante esempio di sanità pubblica: nessuna casa farmaceutica inclusa nella produzione di vaccini, nessuna possibilità di profitto per aziende e/o imprenditori sulla salute delle persone.

Verranno prodotti dei vaccini, saranno distribuiti in maniera totalmente gratuita a tutti e il profitto sembra essere passato in secondo piano.

Il più promettente tra i quattro vaccini è Soberana 2. Dopo aver superato le prime due fasi sperimentali, ora si trova nella fase 3, l’ultima ma anche quella che potremmo definire la più ostica: le complicanze potrebbero essere dietro l’angolo.

Secondo le previsioni, questa terza fase sperimentale dovrebbe terminare a Marzo. A quel punto, prima di passare alla somministrazione, sarà necessaria l’approvazione da parte del Centro per il controllo statale dei medicinali.

Il Direttore dell’Istituto produttore di Soberana 2, Verez, si dice fiducioso riguardo la produzione di 100 milioni di dosi di vaccini contro il virus SARS-CoV-2 entro la fine dell’anno, così da poter vaccinare sicuramente l’intera popolazione cubana costituita da 11 milioni di persone.

In una conferenza con gli esteri di qualche giorno fa, il Direttore ha anche ribadito quelli che sono gli obiettivi principali dell’Istituto: la copertura per tutta la nazione e l’esportazione dei vaccini in altri Paesi che si dovessero dimostrare interessati. Il profitto, in queste circostanze, passa in secondo piano.

L’unico immunologo straniero impegnato nella realizzazione di questo vaccino è un italiano. Si chiama Fabrizio Chiodo, ha 35 anni, dal 2014 collabora con il laboratorio Finlay.

In una sua intervista ha parlato del particolare significato del nome “Soberana” affidato ai due vaccini prodotti dal laboratorio: “Vuol dire sovrana, sia perché Cuba è un’isola sovrana che per il fatto che il suo vaccino è sovrano”.

Inoltre ha anche spiegato che si tratta di un vaccino a sub unità, differente quindi dal primo vaccino autorizzato in Europa, Pfizer, basato sull’Rna messaggero. Si tratta, nel caso di Soberana, di “una tecnologia avanzata ma molto a basso costo anche se richiede dei tempi più lunghi di produzione”.

C’è da dire che la situazione pandemica in Cuba, fino a poco tempo, non era così grave come in Europa o altre parti del mondo. La curva epidemica ha iniziato a dare segni preoccupanti non più di un mese fa. Ieri i nuovi casi giornalieri hanno sfiorato gli 800.

Mentre in Italia e in Europa c’è il malcontento per i tagli e i ritardi annunciati dai produttori dei vaccini, nell’isola cubana sembrerebbe mancare comunque poco tempo all’approvazione di un vaccino. Con la differenza, rispetto a noi, che sarà autoprodotto. Insomma, chi fa da sé, fa per tre.

 

 

 

Giambattista Sozzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

google.com, pub-1977910587878590, DIRECT, f08c47fec0942fa0