Francia: approvata legge per preservare odori e suoni della campagna

Il senato francese ha deciso di rendere odori e suoni della campagna parte del patrimonio rurale del Paese.

Una legge poco convenzionale? No, vediamo perché

La campagna francese è in grado di offrire meravigliosi ambienti rurali a tutti quelli che cercano pace e tranquillità. Il problema è che, negli ultimi anni sono state molte le critiche, definite come disturbi sensoriali, che hanno portato le autorità addirittura ad ordinare ad una coppia di drenare lo stagno pieno di rane gracchianti.

Nei giorni scorsi, però, il Senato francese ha deciso di intervenire per proteggere il “patrimonio sensoriale” della campagna francese, compresi suoni ed odori. Questo vuol dire che i suoni, compresi anche quelli delle mucche e dei trattori, così come tutti gli odori che ne derivano, non potranno più essere contestati. Questi entreranno a far parte a pieno titolo proprio del patrimonio comune della Nazione, come dichiarato dal disegno di legge.

Spesso chi vive in città, non riesce ad immaginare cosa voglia dire stare in campagna

Questa decisione rappresenta un esempio molto importante per la popolazione rurale.
Scegliere di vivere in campagna, significa accettare anche alcuni fastidi. È un compromesso, anche perché la ruralitá non è fatta solo di scenari e paesaggi.

Il patrimonio francese è fatto anche di odori e suoni della campagna, pratiche e attività.
Può capitare che chi venga dalla città non sia abituato a queste differenze.
L’idea è quella di riuscire a stabilire aspettative su come è la vita rurale e diventare uno strumento utile per i funzionari locali mentre svolgono i compiti educativi.

odori e suoni della campagna
odori e suoni della campagna

Questa legge non significa che gli agricoltori potranno fare quello che vogliono, ma di creare un codice di buona condotta da rispettare tutti in modo sinergico.

Legge per preservare odori e suoni della campagna: ecco perché è necessaria

Nel 2017, un caso eclatante fu quello del racket anomalo del gallo di nome Maurice nell’isola di Olèron, tanto da scatenare la petizione “save Maurice”, firmata da 140.000 persone.
La sua colpa? Quella di cantare. Come un normale Gallo.

Naturalmente, Maurice ed il suo proprietario hanno vinto la causa portata avanti contro di loro dai proprietari di una casa vacanza sull’isola, ricevendo, inoltre, un indennizzo di 1000 euro per i danni creati al proprietario dell’animale.

MargheritaGiacovelli

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