Apolidi: storia di gente “senza identità”

Chi sono gli apolidi? Il 27 gennaio si è celebrata la Giornata della Memoria, che ricorda il dramma di milioni di ebrei privati della loro identità, sostituita da un numero marchiato per sempre sulla loro pelle. Una condizione, quella di vivere senza avere una propria identità, ancora molto, troppo diffusa nel mondo.

Chi sono gli apolidi? Definizione del termine

chi sono gli apolidi
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Il termine “apolide” deriva dal greco ed è formato dall’ alfa privativo (non) e polis, “città”, e significa appunto “senza città”: si tratta di individui senza città, ossia privi di qualunque cittadinanza. La cittadinanza può essere assente per diverse ragioni, che possono derivare dalla propria origine, quando non si è mai goduto di diritti né mai sottoposti ai doveri di alcuno Stato, o per derivazione in seguito alla perdita di una pregressa cittadinanza e alla mancanza di una contestuale acquisizione di una nuova.

Perchè si può diventare apolidi?

chi sono gli apolidi
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La condizione di apolidia non è una scelta nè una volontà del singolo, ma è correlata ad una (o più) ragioni. Tra queste, ad esempio, l’impossibilità a ereditare la cittadinanza dei genitori, la negazione sulla base di una discriminazione (come è appunto il caso dei cittadini ebrei), la condizione di profughi a seguito di guerre o occupazioni militari, a seguito di una dissoluzione dello Stato di cui si era cittadini e la nascita di nuove entità nazionali (Caso dell’ex URSS o della ex Jugoslavia), o ancora a seguito di incongruenze e lacune nelle leggi sulla cittadinanza dei diversi Stati.

Una condizione, l’apolidia, che ha un impatto pesante sulla vita della persona, in quanto impedisce di avere un’istruzione, l’assistenza sanitaria, o più semplicemente la possibilità di avere un lavoro, avere una casa, sposarsi e costruirsi una famiglia

Chi sono gli apolidi nel mondo attualmente?

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Attualmente la condizione di apolidia riguarda almeno 10 milioni di persone in quasi 75 paesi del mondo, anche se è difficile una stima certa, appunto per l’assenza di cittadinanza e la conseguente invisibilità giuridica. Tra i paesi con il maggior numero di individui apolidi vi sono Costa d’Avorio, Repubblica Domenicana, Zimbabwe Iraq, Kuwait, Myanmar, Russia, Siria, e Thailandia.

Come aiutare gli apolidi nel mondo?

chi sono gli apolidi
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Nel 2014 l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha stilato un piano decennale di azioni concrete per porre fine all’apolidia nel mondo. Tra queste:

  • Assicurarsi che nessun bambino nasca apolide
  • Rimuovere la discriminazione di genere dalle leggi sulla nazionalità
  • Prevenire il diniego, la perdita o la privazione della nazionalità per motivi discriminatori
    Prevenire l’apolidia nei casi di successione di Stati
  • Concedere lo status di protezione ai migranti apolidi e facilitarne la naturalizzazione
  • Garantire la registrazione delle nascite per la prevenzione dell’apolidia
  • Rilasciare la documentazione di nazionalità a coloro che ne hanno diritto

“L’apolidia può portare a un ciclo devastante di
deprivazione e vulnerabilità. Nei cinque anni trascorsi dal
lancio della campagna #IBelong, abbiamo assistito
notevoli progressi su molti fronti, anche nuovi
adesioni alle Convenzioni delle Nazioni Unite sull’apolidia.
Tuttavia, milioni di persone soffrono ancora per tutta la vita
negazione dei loro diritti umani perché apolidi.
E alcune tendenze preoccupanti, incluso un aumento di
forme dannose di nazionalismo e aumento forzato
sfollati, minacciano di aumentare l’apolidia in
alcune parti del mondo se non si interviene.
Ora, più che mai, dobbiamo rafforzarci
determinazione internazionale a compiere i passi indicati in questo
Piano d’azione globale in modo da garantire che nessuno lo sia
apolide nel 2024 “.
FILIPPO GRANDI, ALTO COMMISSARIO DELLE NAZIONI UNITE PER I RIFUGIATI

martina lumetti

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