Studenti in piazza: riaprire così non è sicuro

Studenti in piazza in molte città italiane oggi, per protestare contro la riapertura delle scuole senza nessuna sicurezza.

Le classi restano numerose, i mezzi pubblici non vengono potenziati portando a forse piene di persone accalcate e quindi senza il distanziamento sociale.

Gli studenti non ci stanno a tornare a scuola in queste condizioni e chiedono maggiori tutele.

Studenti in piazza: servono classi con meno persone

Studenti in piazza
Studenti in piazza

Le classi sovraffollate sono un problema da sempre, e nessuno lo ha mai risolto. Si tratta di classi da 25-30 alunni, che vengono messi in poco spazio.

Se prima il problema riguardava solo, si fa per dire, la didattica e il fatto che alcuni alunni potessero rimanere indietro nell’apprendimento, ora si presenta sotto altre forme.

Il pericolo adesso è quello di contagiare ed essere contagiati, anche perché se non possiamo sedere al cinema o al teatro in posti vicini, perché a scuola dovrebbe essere diverso? Perché non si è pensato a dividere le classi, assumere nuovi insegnanti e mettere tutti in sicurezza?

Studenti in piazza
Studenti in piazza

Come mai ci si preoccupa del pubblico di Sanremo ma non della scuola? Gli studenti in piazza chiedono proprio questo, che si permetta loro di studiare senza pericolo di contagi.

Studenti in piazza: la DAD non è la soluzione

La didattica a distanza non può essere la soluzione al problema, così dicono gli studenti in piazza. Studiare online può andare bene per un periodo, ma non può essere il modo in cui il problema viene risolto.

Studenti in piazza
Studenti in piazza

Studiare a distanza aumenta l’abbandono scolastico: chi vive nelle periferie è fortemente a rischio. Molti ragazzi non si sentono motivati con la DAD e vogliono tornare a scuola, chiedono solo che si faccia con tutte le condizioni, con la messa in sicurezza degli edifici e delle classi. Chiedono anche che i tamponi siano gratuiti, cosa per altro che dovrebbe essere logica.

 

Tania Carnasciali

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