Alexei Navalny resta in carcere: confermata la condanna per il blogger oppositore di Putin

Tre anni e mezzo di reclusione: questo è la condanna che la corte di Mosca ha inflitto in via definitiva ad Alexei Navalny, blogger attivista ed oppositore del premier russo Vladimir Putin. L’accusa è quella di aver violato aver violato sistematicamente i termini della libertà condizionale, con il suo rientro in Russia da Berlino, dov’era ricoverato a seguito di un attentato subito nell’agosto scorso, durante il quale era stato avvelenato con il gas nervino.

Proteste pro-Navalny
Proteste pro-Navalny

Reclusione che tuttavia, tiene conto anche dei 10 mesi che lo stesso Navalny ha dovuto scontare agli arresti domiciliari per il l caso Yves Rocher del 2014, per il quale era stato condannato insieme al fratello, pertanto sarà di 2 anni e 5 mesi il periodo che dovrà trascorrere dietro le sbarre.

A nulla, sono valse le varie proteste avvenute in questi giorni in tutta la Russia, ma che sono destinate tuttavia a non fermarsi

Alexei Navalny, la reazione alla condanna: “Vladimir Putin un avvelenatore”

Russia pro Navalny
Russia pro Navalny

Un processo lampo, in cui Navalny, prima di accogliere la notizia della condanna definitiva con un’alzata di spalle rassegnata, durante il dibattimento avrebbe accusato liberamente Vladimir Putin di essere un avvelenatore. Un’accusa forte, ma del tutto infondata, dal momento che in passato, diversi oppositori del Cremlino sono stati uccisi, avvelenati o screditati nel tentativo di zittirli. e il Cremlino stesso ha sempre negato il coinvolgimento. Da Boris Nemtsov, uno dei principali esponenti dell’opposizione russa, alla giornalista investigativa russa Anna Politkovskaya fino  a Mikhail Khodorkovsky: insomma Alexei Navalny sembra essere solo l’ultimo di una serie di sfidanti al potere di Putin.

Alexei Navalny
Alexei Navalny

In aula non sono mancati i momenti di tenerezza, quando Navalny ha disegnato un cuore sul vetro della teca in cui era rinchiuso alla compagna Yulia, anch’ella presente.

Condanna di Alexei Navalny: cosa potrebbe accadere e le reazioni del mondo

Alexei Navalny
Alexei Navalny

Proprio lei negli ultimi giorni è diventata un punto di riferimento dell’opposizione russa, guidando le proteste in piazza e in molti la vedono come la sostituita del compagno, tanto che il Cremlino ha iniziato a temere Navalnaya e tenerla d’occhio dopo l’arresto di ieri e ancora prima del 23 gennaio: in entrambi i casi la donna è stata quasi immediatamente rilasciata.

Proteste in piazza, che il premier russo Putin teme che possano esplodere come una bomba ad orologeria: Il gruppo che fa capo a Navalny ha invitato tutti i sostenitori dell’oppositore di radunarsi “immediatamente” sulla Piazza del Maneggio, accanto al Cremlino, in reazione alla condanna.

Una condanna, quella di Alexei Navalny, che ha diviso e scosso anche il resto del mondo: diverse infatti le condanne arrivate da Gran Bretagna, che richiede il rilascio, agli Stati Uniti, con Washington che sollecita “il suo rilascio immediato e senza condizioni, così come quello di tutti coloro che sono stati fermati senza ragione per esercitare i loro diritti”

martina lumetti

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