Mattarella convoca Mario Draghi: a lui va il nuovo governo?

Mattarella, a quanto pare, ha deciso.
ROMA – Dopo un giro di consultazioni durato giorni, in cui le forze politiche non sono riuscite a trovare un accordo, Sergio Mattarella convoca Mario Draghi al Quirinale. La maggioranza che è stata al governo sino al momento della rottura non ha dato garanzie di solidità e in questo momento di profonda crisi il Presidente della Repubblica ha scelto di intraprendere la strada più ardua.

Si va verso, quindi, un nuovo governo tecnico. L’ex presidente della BCE è la figura più carismatica all’interno del mazzo dei papabili ed è il personaggio in grado di mettere tutti d’accordo. I privilegiati rapporti con le istituzioni dell’Unione, la sua competenza in campo economico e l’assoluto rispetto che hanno i Capi di Stato alleati rendono Mario Draghi, sulla carta, il perfetto successore di Giuseppe Conte. L’incontro al Quirinale è previsto per domattina.

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L’agenda del nuovo Governo Draghi: quali saranno le priorità

In cima all’agenda del nuovo governo ci sarebbe, naturalmente, la gestione del Ricovery Fund. L’Italia ha già perso fin troppo tempo nella compilazione di un piano di spesa e reinvestimento. Questa deve essere, in assoluto, la priorità numero uno. Non perché l’emergenza sanitaria non gravi sul nostro Paese, ma perché il rischio è quello di perdere il principale strumento economico a disposizione dell’Italia per ripartire.

In secondo luogo, andrà gestita la campagna vaccinale e contenuta la pandemia. Vedremo se l’Italia continuerà a perseverare sulla scelta delle regioni suddivise per colori o se si deciderà di attuare una strategia unica su tutto il territorio nazionale. Non sono esclusi eventuali nuovi lockdown, volti a tamponare momentaneamente una situazione disperata.

Mattarella convoca Mario Draghi: governo tecnico, o istituzionale, per tamponare una tragedia politica

Nel frattempo, le forze politiche continuano a lanciarsi accuse. Vito Crimi, capogruppo del Movimento 5 Stelle, ha lanciato accuse pesantissime nei confronti di Matteo Renzi, reo di aver creato questo pandemonio politico per “qualche voto in più”. Allo stesso tempo, il leader di Italia Viva rinfaccia agli ex alleati l’impossibilità di trovare degli accordi.

L’opposizione, di fronte a tale pandemonio, si sfrega le mani: la maggioranza è riuscita ad auto-sabotarsi (perdendo ulteriore credibilità) e Giuseppe Conte è stato definitivamente tagliato fuori dai giochi. Sarebbe stata, eventualmente, l’unica figura politica in grado di ribaltare l’esito elettorale delle elezioni del 2023.
Intanto, continua l’esodo dal Movimento 5 Stelle: lascia il partito anche il senatore Emilio Carelli, ora in forza al centrodestra.

Nel frattempo, Mattarella convoca Mario Draghi al Quirinale. Per l’Italia è l’alba di un nuovo governo tecnico (o istituzionale). L’ultima esperienza, legata al senatore Monti, viene ricordata con particolare amarezza dalla maggior parte dell’elettorato. Vedremo se questo governo sarà in grado di ribaltare delle prospettive tutt’altro che rosee.

Alex Rossi

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