Istanbul: la generazione Boğaziçi in rivolta contro Erdogan.

Ad Istanbul da più di trenta giorni la generazione Boğaziçi si scontra con la  polizia a seguito della nomina da parte di Erdogan del nuovo rettore dell’Università del Bosforo. 

La generazione Boğaziçi in rivolta contro Erdogan: i motivi.

Nella città più popolosa della Turchia gli studenti scendono in piazza da più di un mese. A scatenare la ribellione è stata la nomina a rettore dell’Università del Bosforo Melih Bulu, un accademico e politico filogovernativo.

È stato il presidente Recep Tayyip Erdogan stesso a sceglierlo, accendendo l’ira degli studenti e accademici che vogliono eleggere democraticamente il loro rettore.

Le manifestazioni avvengono nel quartiere di Kadiköi dove la polizia in assetto antisommossa disperde la folla.

Ogni giorno si susseguono numerosi arresti. È difficile fare una stima degli studenti della Boğaziçi (nome turco dell’Università del Bosforo) fermati della polizia visto che i dati variano di ora in ora.

Secondo i numeri forniti dal Governatore di Istanbul gli arrestati sono stati 134 dei quali 76 già rilasciati.

La generazione Boğaziçi in rivolta contro Erdogan: la protesta nonviolenta e la reazione delle forze dell’ordine.

Manifestanti della generazione Boğaziçi che protestano contro la nomina arbitraria del rettore dell'Università del Bosforo Melih Bulu. La polizia sta impiegando un gran numero di uomini e mezzi contro i giovani e gli attivisti che li appoggiano. (Fonte: L'Espresso)
Manifestanti della generazione Boğaziçi che protestano contro la nomina arbitraria del rettore dell’Università del Bosforo Melih Bulu. La polizia sta impiegando un gran numero di uomini e mezzi contro i giovani e gli attivisti che li appoggiano. (Fonte: L’Espresso)

Ogni giorno gli studenti della Boğaziçi si riuniscono per protestare. I manifestanti  fanno il Duran Adam (“uomo immobile”), un genere di rivolta nonviolenta creata dal coreografo Erdem Gündüz a Gezi park nel 2013.

La manifestazione consiste nello stare immobili davanti alle forze di polizia in assetto antisommossa.

Negli ultimi giorni le forze dell’ordine sono diventate più aggressive e caricano i manifestanti inseguendoli ovunque nel quartiere di Kadiköi.

La polizia sta impiegando armi con proiettili di gomma, blindati, cannoni ad acqua e celerini. Sui tetti, invece, sono dispiegati i cecchini.

Gli agenti, inoltre, una volta catturati degli studenti, li trascinano lontano dalle telecamere dei giornalisti per pestarli. Gli stessi manifestanti denunciano le violenze mostrando le ferite sui volti e le braccia.

La generazione Boğaziçi non è sola nella lotta. Infatti ad essa si sono uniti attivisti per i diritti civili, pacifisti, ambientalisti, esponenti dei gruppi LGBT e, in ultimo, i musulmani anticapitalisti di İhsan Eliaçık.

Inoltre gli abitanti di Kadiköi gridano dalle case:”Lasciate stare i nostri figli!”

Alle nove di sera ogni giorno le persone si affacciano dalla finestra per battere le pentole, accendere luci e pronunciare slogan per mostrare il loro appoggio ai giovani e la rabbia contro Erdogan. Questa iniziativa si chiama  ″9’da Cama″, ovvero: ″Alle 21 affacciati alla finestra.”

Gli studenti dell’università del Bosforo (con sede nella parte europea di Istanbul), nonostante le violenze della polizia, non si danno per vinti e rispondono con ironia agli appelli a desistere:

“Non staremo a testa bassa, perché guardare in basso potrebbe causare problemi alla colonna vertebrale, quindi per un vostro sano futuro non inchinatevi”.

La generazione Boğaziçi in rivolta contro Erdogan: la rabbia contro il Sultano.

Come detto prima, la protesta nonviolenta della generazione Boğaziçi ha preso corpo dopo la nomina arbitraria di Melih Bulu a rettore della prestigiosa Università del Bosforo, avvenuta il primo gennaio.

Il nuovo rettore imposto da Recep Tayyip Erdogan, ormai chiamato il Sultano, è un dirigente del partito AKP e fedelissimo sostenitore del presidente.

Agli occhi degli studenti questa nomina è un ennesimo grave attacco alla libertà del popolo turco che sta vedendo negli ultimi anni il potere di Erdogan sempre più pressante.

Oltre agli studenti rivoltosi nel mirino del Sultano sono finiti anche i partiti di opposizione di sinistra e filocurdi.

Questi moti hanno punti di contatto con quelli di piazza Taksim e Gezi park. Gli studenti si oppongono in maniera pacifica e goliardica alla politica di Erdogan considerandola liberticida contro le minoranze e autoritaria contro ogni forma di dissenso.

In questa occasione stanno ritornando alla mente dei Turchi i passati regimi e le politiche autoritarie.

 

 

 

Pierpaolo Pisciella

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