Navalny accusato di diffamazione: al via il processo

Navalny accusato di diffamazione: al via il processo. Nonostante la recente condanna definitiva a 3 anni e mezzo (ridotta effettivamente a 2 anni e 5), le accuse nei confronti di Alexei Navalny sembrano non essere finite: infatti, oltre alla violazione della libertà vigilata, si aggiungerebbe quella di diffamazione. Un processo che è stato rimandato ad oggi, 5 febbraio, in quanto all’epoca dei fatti, stando a quanto affermato dall’avvocato difensore di Navlany, Olga Mikhailova, Alexei era in isolamento in carcere per 14 giorni a causa dell’epidemia di Covid.

Navalny accusato di diffamazione: le motivazioni

Navalny accusato di diffamazione
Navalny accusato di diffamazione

Il blogger attivista oppositore di Putin, che l’estate scorsa è stato vittima di un avvelenamento con il gas nervino (per il quale ha accusato il presidente russo, Vladimir Putin, di esserne il mandante durante l’ultimo processo), stando alla corte di Mosca, avrebbe diffuso informazioni definite “false” e “offensive” riguardanti un veterano della Seconda Guerra Mondiale, Ignat Artemenko.

Le accuse fanno riferimento ad un tweet nel quale Navalny ha definito “vergogna del Paese” e “traditori” lo stesso Artemenko e altre persone  presenti all’interno di un video filo-Cremlino girato a favore della riforma costituzionale dello scorso anno, che toglieva il blocco del rinnovo del mandato presidenziale.

Navalny accusato di diffamazione
Navalny accusato di diffamazione

Il processo è attualmente in corso, e qualora la condanna venisse confermata, Navalny potrebbe passare qualche anno in più dietro le sbarre. Una condanna, che però secondo il suo avvocato difensore non potrebbe tradursi in un aumento della detenzione, in quanto il fatto per cui è accusato è stato commesso prima della modifica della legge sulla diffamazione.

Navalny accusato di diffamazione: le reazioni dell’accusato e le ripercussioni della condanna 

Navalny accusato di diffamazione
Navalny accusato di diffamazione

Nalvany, che all’apertura del processo, ha provato profonda indignazione, definendo tutto questo una montatura creata dal Cremlino per “cercare titoli” per riacquistare credibilità sulla pelle di un veterano della Seconda Guerra Mondiale, che viene usato come un burattino.

Intanto la precedente condanna appena inflitta al blogger attivista russo continua ad indignare e ad infiammare la politica estera, in  particolare i rapporti tra UE e Russia, che stando all’Alto rappresentate per la Politica estera dell’unione europea, Josep Borrell, sarebbero “ giunte a un punto critico”.

martina lumetti

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