Il Vaccino AstraZeneca in arrivo in Italia

Dopo le varie vicissitudini degli ultimi mesi, tra tensioni tra Paesi e verifiche a livello clinico, il vaccino AstraZeneca domani arriverà finalmente in Italia e sarà a disposizione per la campagna vaccinale. A dare la conferma ufficiale il commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, che in conferenza stampa ha sottolineato come “l’andamento della campagna sta riprendendo a ritmi accettabili e le somministrazioni stanno aumentando costantemente”

Vaccino AstraZeneca: caratteristiche 

Vaccino AstraZeneca
Vaccino AstraZeneca

Il Vaccino prodotto dalla ditta americana AstraZeneca è un vaccino ad RNA, così come quelli già in uso prodotti dalle ditte Pfitzer e Moderna, ma a differenza di questi, è un vaccino a vettore virale che sfrutta una versione modificata dell’adenovirus dello scimpanzé, non più in grado di replicarsi, come vettore per fornire le istruzioni per sintetizzare la proteina spike di SARS-CoV-2, che una volta prodotta, è in grado di stimolare una risposta immunitaria specifica nei confronti del virus, sia cellulare (produzione di linfociti T citotossici) che anticorpale.

Vaccino AstraZeneca: a chi verrà somministrato?

Vaccino AstraZeneca
Vaccino AstraZeneca

Stando alle dichiarazioni di Arcuri, la somministrazione del vaccino AstraZeneca inizierà già dalla prossima settimana, dopo che il vaccino verrà stoccato ed indirizzato alle varie Regioni. La somministrazione coinvolgerà le persone di fascia compresa tra i 18 e i 55 anni prive di patologie rilevanti, dei quali come indicato dall’AIFA, “sono disponibili dati più solidi”. Indicazioni confermate dallo stesso Arcuri:

“In attesa di avere nuovi riscontri, il vaccino AstraZeneca è destinato ad una fascia anagrafica precisa e lo destiniamo a ridurre il più possibile il contagio. Con gli altri due vaccini, continuiamo a ridurre la propensione alla letalità: i due obiettivi sono complementari”.   

Per quanto riguarda le categorie lavorative i primi ad essere vaccinati saranno con grande probabilità insegnanti, forze dell’ordine, forze armate, lavoratori dei servizi essenziali, personale carcerario e persone chi vive all’interno delle carceri. Tra gli scopi principali quello “ridurre il più possibile il contagio” ma al contempo “ridurre la propensione alla letalità”: due obiettivi definiti dal commissario Arcuri “complementari”.

martina lumetti

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