Cile in fiamme: proteste dopo la morte di un giocoliere per mano della polizia

Cile in fiamme: a Panguipulli in segno di protesta è stato dato fuoco al palazzo del comune, delle poste e del registro civile.

Tutto questo a seguito della morte di un giocoliere per mano della polizia locale: ieri durante in controllo l’uomo si è rifiutato di rispondere alle domande dei poliziotti.

A quanto si apprende dal video che gira in rete, l’uomo era armato di coltello e si è rifiutato di rispondere alle domande di verifica sull’identità. A questo punto i poliziotti, hanno tirato fuori le armi e sparato all’uomo, in pieno centro e sotto gli occhi di tutti.

Da qui sono nate proteste spontanee spontanee dei cittadini, che accorrendo da vari luoghi hanno iniziato ad urlare contro i poliziotti per poi recarsi alla stazione locale ed iniziare un lancio di pietre contro l’edificio.

Il corpo nazionale della polizia ha dichiarato che gli agenti hanno agito per difesa personale, ma questo non ha convinto nessuno.

Cile in fiamme: basta soprusi

Cile in fiamme
Cile in fiamme

La popolazione da tempo sta denunciando la violenza con cui la polizia è solita comunicare. Molti lamentano che agiscono con l’intenzione di arrecare danni, tra chi denuncia questi fatti anche Amnesty International che da anni si sta battendo per portare alla luce questi incresciosi fatti.

Cile in fiamme da anni per questi soprusi: nel 2019 un ragazzo è caduto da un ponte spinto da un poliziotto. Da qui sono scaturite proteste durate un anno, in cui decine di persone hanno perso la vita.

Le proteste hanno acceso i riflettori sulle violazioni dei diritti umani nel Paese sudamericano, che sta letteralmente mettendo a fuoco e fiamme un’intera città.

Da qualche ora la popolazione si sta riversando nelle strade, attirando l’attenzione del Governo che vuole fare chiarezza sui fatti di ieri, e sulle denuncie verso i comportamenti della polizia.

Cile in fiamme
 Cile in fiamme

La situazione è al momento fuori controllo. C’è da aggiungere che le proteste dello scorso anno non sono lontane e il comportamento della polizia non è cambiato di una virgola, portando la popolazione all’esasperazione.

Tania Carnasciali

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