La prima persona di colore: quando smetteremo di usare questa frase?

La prima persona di colore a vincere un premio, a sedersi con i bianchi, a vincere una gara, a presentare un talk-show e via dicendo. Nel 2021 è ancora accettabile parlare di prima persona di colore che ha fatto qualcosa?

Molti passi sono stati fatti in quanto a parità di diritti, ma ancora oggi ci stupiamo del fatto che una persona di colore possa arrivare ad alti livelli. E lo dobbiamo sottolineare come se fosse una cosa strana, come se essere di colore fosse un limite.

Prima persona di colore: il caso dell’avvocato Sedu

Prima persona di colore
Prima persona di colore

È di pochi giorni fa il caso dell’avvocato Hillary Sedu, nero come l’ebano, avvocato e persona. Sta dibattendo una causa in tribunale quando il giudice se ne esce con le seguenti affermazioni:

“Scusi ma lei è laureato? Ah è avvocato? Allora mi può mostrare il tesserino?”

Sdegno unanime da parte del mondo dell’avvocatura e della magistratura: centinaia di avvocati sostengono che mai nessuno ha chiesto loro di esibire il tesserino durante una causa. Neanche una volta.

Ma loro non erano persone di colore, non erano considerati come persone con possibilità militare per il colore della pelle. L’avvocato Sedu ha mostrato grande civiltà, ma non dimenticherà presto questo fatto.

È arrivato in Italia poco più che neonato, ha studiato ed è cresciuto nel nostro Paese (si è anche suo), e come tutti coloro che diventano avvocati ha percorso una strada in salita. Di questo però nessuno parla.

Del fatto che ci vogliono anni di studio, impiego di cifre da capogiro, e stress infinito per passare l’esame di avvocatura, non se ne parla. Colpisce di più che una persona di colore dica di essere avvocato, essendolo, e si esigono prove a riguardo. Nel 2021.

Prima persona di colore: Obama, Harrys, Parks, Luther King

Prima persona di colore
Prima persona di colore

Dai tempi di Martin Luther King e Rosa Parks le cose sono molto cambiate: le persone di colore hanno diritto alle stesse cose dei bianchi, almeno sulla carta. Sicuro non devono più chiedere permesso per sedersi su un autobus.

Però le contraddizioni sono enormi in tutto il mondo: abbiamo avuto Barack Obama come Presidente degli Stati Uniti, adesso abbiamo Kamala Harris come vicepresidente, Condoleeza Rice è stata Segretario di Stato negli Usa, ma dall’altra parte le persone di colore vengono ancora maltrattate dai alcuni poliziotti.

Il fatto di essere neri è già un punto a sfavore: Snoop Dogg, Jay-Z e molte altre celebrities di colore, hanno dichiarato di essere stati fermati più volte perché alla guida di auto lussuose. Dicono che se sei un nero alla guida di macchine di un certo calibro, si dà per scontato che siano state rubate. E loro sono famosi, una volta dimostrato che le auto sono loro, resta la grande umiliazione ma le accuse immaginarie cadono.

Per le persone normali però, funziona diversamente. Basta pensare a George Floyd e Breonna Taylor uccisi durante fermi, violenti, della polizia americana.

Prima persona di colore
Prima persona di colore

Prima persona di colore: e se provassimo ad eliminare il pregiudizio insito?

Se provassimo a guardare le persone a prescindere dal colore della pelle? Perché quando un bianco arriva  posizioni di potere lo consideriamo normale, e per un nero ci stupiamo?

Non è forse arrivato il momento di smettere di stupirci e soprattutto di indignarci di fronte a tutto questo?

È il caso di smettere di sottolineare afroamericano, nigeriano, cubano, ecc, a per spostare l’attenzione sui meriti: essere di un colore piuttosto che di un altro non è un merito o demerito, è solo questione di genetica.

Prima persona di colore
Prima persona di colore

Però di fronte alle persone di colore c’è sempre una base di sospetto, cosa difficilmente presente con le persone bianche. Nel 2021 forse è arrivato il momento di andare oltre gli stereotipi e gettare le basi per un nuovo modo di approcciarsi fra esseri umani.

Tania Carnasciali

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