Riapertura impianti da sci: al momento non ci sarebbero le condizioni

“Non ci sarebbero le condizioni per la riapertura degli impianti da sci”: con queste parole il Cts (Comitato Tecnico Scientifico) si è espresso in merito alla ripartenza dell’attività sciistica, che dovrebbe avvenire da domani nelle regioni gialle.

Una risposta che arriva in seguito ad un quesito del ministero della Salute, nel corso della riunione di venerdì scorso, alla luce della situazione delle varianti COVID-19 ha espresso dubbi a riguardo.

Non dimentichiamo che la variante inglese è giunta in Europa proprio passando dagli impianti di risalita in Svizzera” ha sottolineato inoltre Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, per il quale in questo momento sarebbe necessario “un lockdown totale e immediato in tutta Italia, che preveda anche la chiusura delle scuole facendo salve le attività essenziali

Riapertura degli impianti da sci : il parere del Cts e le mosse delle regioni

riapertura degli impianti
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Lo stesso Comitato Tecnico Scientifico ha evidenziato, in particolare, come vi sia un aumento notevole della circolazione delle varianti COVID-19, in particolare quella inglese e sudamericana, e come i  numeri siano “alquanto preoccupanti”: una situazione, insomma molto delicata, nella quale “non si possono allentare le misure restrittive, incluse quelle previste per il settore sciistico amatoriale”

Inoltre si è tenuto a precisare come questo sia solo una valutazione alla luce  del cambiamento delle condizioni epidemiologiche, e che la decisione finale spetta comunque al governo.

riapertura degli impianti
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Nel frattempo alcune Regioni gialle si preparano comunque alla riapertura degli impianti, come il Veneto, dove il governatore Zaia ha firmato nella giornata di ieri un’ordinanza che consente lo scii a livello amatoriale, oltre alla riapertura degli impianti con il numero massimo di posti disponibili sugli impianti fissato al 30% della capienza totale, che si aggiungono ad altre norme comportamentali, precisando come “il virus è ancora tra noi e l’emergenza richiede ancora di tenere alta la guardia”.

Inoltre Zaia ha richiamato tutti “al rigoroso rispetto delle linee guida e alla sobrietà e correttezza dei comportamenti. Ne va non soltanto della salute pubblica, ma anche dello stesso comparto che tanto ha sofferto economicamente per la prolungata chiusura e che soltanto i nostri comportamenti corretti consentiranno di tenere attivo, limitando i sensibili danni che sono già evidenti”

Ordinanza analoga, quella presa anche dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Fedriga:

“Considerato che le misure ultime adottate a livello statale e regionale hanno determinato il contenimento del contagio in misura tale da consentire il rientro della Regione in zona gialla, si è ritenuto tuttavia necessario alla luce dei dati epidemiologici che rappresentano una situazione ancora seria, continuare a ridurre al minimo le possibilità di assembramento” 

riapertura degli impianti
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Anche in Friuli, il numero massimo di presenze giornaliere sarà pari al 30% della portata oraria complessiva di tutti gli impianti a fune (cabinovie, funivie, seggiovie, skilift), che riapriranno a partire dal 19 febbraio.

martina lumetti

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