Crisi del Movimento 5 Stelle: la base chiede spiegazioni

La crisi del Movimento 5 Stelle pare ormai inarrestabile, tanto che da giorni i militanti stanno facendo girare una petizione in cui chiedono trasparenza sulle intenzioni del Movimento.

L’alleanza con la Lega preoccupa la base del movimento, che denuncia anche la poca chiarezza del messaggio con cui si è espressa per la fiducia al Governo Draghi.

L’uscita di Di Battista ha scaldato ancora di più gli animi: l’uomo è stato uno dei fondatori del movimento, uno che ha sempre lottato per le idee che rappresentava, e come molti si è trovato a fare parte di un movimento che non riconosce.

Crisi del Movimento 5 Stelle: il testo della petizione

“Si chiede l’immediata apertura di una discussione su Rousseau per poter valutare, tra l’altro, sull’ “immediata nuova consultazione, che ponga gli iscritti nella possibilità di esprimersi sulla base di un quesito onesto, sincero, veritiero e reale sul ruolo del Movimento 5 Stelle nel Governo Draghi, e quindi una chiara espressione di voto degli iscritti, tale da consentire ai Portavoce nazionali di non avere dubbi sull’indirizzo politico dell’Assemblea al quale uniformarsi.

Crisi del movimento 5 stelle
Crisi del movimento 5 stelle

La perdita di credibilità oltre che di compattezza, per non aver dato seguito ad una votazione reale e concreta sul Governo Draghi, ha portato il gravissimo volontario allontanamento di Alessandro Di Battista che si traduce in una incommensurabile perdita di un esponente che ha incarnato la forza propulsiva del Movimento, concorrendo alla sua creazione e formazione identitaria, sin dalle origini”

Da tempo ormai assistono “impotenti alle conseguenze di decisioni politiche e di scelte calate dall’alto, che stanno causando danni irreversibili all’immagine del Movimento, alla coesione interna ed al suo radicamento”.

Ricordano a chi sta al vertice, che le ragioni della nascita del M5S erano fondate sulla volontà di dare il controllo delle scelte politiche ai cittadini, attraverso la “democrazia partecipativa”, la trasparenza, con il fine di costruire insieme”proposte programmatiche”.

Nessuno ha mai parlato di “compromessi o strategie e convenienze politiche ed economiche”.

“È ormai sotto gli occhi di tutti il dato allarmante del crollo dei consensi che dal 2018 vede una drastica diminuzione nei sondaggi di almeno il 50%”.

“Pretendere dai nostri portavoce nazionali il voto di fiducia al governo Draghi e di punirli con l’espulsione, sulla base dell’art. 11 dello statuto del M5S, in caso di dissenso, è da ritenere profondamente illegittimo e ingiustificato, vista la confusione creata dalla totale incoerenza e tendenziosità del quesito sottoposto, con quanto si deve andare a votare in Parlamento”.

Tra i promotori diversi parlamentari, che oltre a chiedere di tornare al voto non escludono di intraprendere azioni legali contro i provvedimenti presi dal movimento.

Crisi del movimento 5 stelle
Crisi del movimento 5 stelle

La crisi del Movimento 5 stelle: le reazioni di Fico e Crimi

“Qui non stiamo facendo nessuna alleanza con FI o con la Lega, proprio nessuna. E non abbiamo firmato cambiali in bianco. Non è una questione di alleanze, ma di capire qual è oggi l’interesse pubblico, cos’è che viene prima di noi e prima delle esigenze di ogni partito. Lo voglio ricordare perché ho come l’impressione che nel dibattito di questi giorni sia scomparso il Paese, e le sofferenze che tanti stanno vivendo”. Roberto Fico su Fb.

Crisi del movimento 5 stelle
Crisi del movimento 5 stelle

“Il M5S voterà sì” al governo Draghi, “ogni altro voto sarà considerato in dissenso dal gruppo. Non sarà una fiducia in bianco ma vigileremo e combatteremo sulle cose che non andranno bene”. Vito Crimi

La risposta dei sostenitori della petizione sulla possibilità di espellere gli “obiettori”

“Nessun obbligo può essere imposto ai nostri portavoce poiché il Premier non è espressione del M5S sulla base dell’articolo 3 del Codice Etico del M5S, nè, tanto meno, per la manifestazione di voto palesemente viziata da un quesito poco chiaro e ipotetico.

Crisi del movimento 5 stelle
Crisi del movimento 5 stelle

I portavoce nazionali dovranno quindi votare secondo coscienza senza per questo incorrere in qualsiasi successiva espulsione, ma rispondendo della loro personale fiducia ad un Governo presieduto da colui nel quale non abbiamo mai riposto grande considerazione per le sue pregresse scelte e azioni politiche”. 

Che succederà adesso? Nascerà un nuovo movimento? Interverrà Grillo a sedare gli animi o ad agitarli ancora di più? Sappiamo benissimo che non è avvezzo a mediazioni, la sua posizione è chiarissima: o dentro o fuori, resta solo da capire se tutto questo si ripercuoterà sulla fiducia al Governo Draghi di oggi.

La crisi del movimento 5 stelle è ormai palese, le scissioni interne sono già avvenute resta da solo da renderle ufficiali e prendersi il coraggio delle proprie azioni.

 

Tania Carnasciali

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