Scontri a Barcellona: fuoco e fiamme in pieno centro

Scontri a Barcellona nella serata di ieri a seguito dell’arresto del rapper Pablo Hasel, condannato per incitamento del terrorismo e ingiuria alla corona.

L’uomo era stato condannato già da tempo e venerdì scorso avrebbe dovuto recarsi presso la prigione di Lleida Per entrarvi volontariamente. Ma l’uomo, invece, ha deciso di recarsi presso la sede dell’Università pubblica della città e asserragliarsi dentro.

Aiutato da dei sostenitori, ha usato banchi, cattedre e tutto ciò che è stato possibile trovare per formare barricate che non permettessero agli agenti di entrare. Nella gironata di martedì, squadre anti sommossa hanno fatto irruzione nel nascondiglio e prelevato Pablo Hasel.

Scontri a Barcellona
Scontri a Barcellona

Il rapper non ha opposto resistenza, ma ha continuato a sostenere che vincerà contro lo stato fascista. La sua storia si è spesso incrociata con problemi giudiziari: con le sue canzoni ha spesso inneggiato al terrorismo dell’Eta e di Al Qaeda, ha parlato di spari in testa verso vari politici, ha offeso il re e la corona e molti altri politici.

Scontri a Barcellona: i sostenitori di Hasel danno fuoco ad una strada intera

Dopo l’arresto di Pablo Hasel, i suoi sostenitori hanno iniziato una vera e propria guerriglia urbana creando scontri a Barcellona.

Si sono barricati dietro cassonetti della spazzatura, tirando molotov e sassi sulla polizia. Non contenti di ciò hanno dato fuoco ai cassonetti stessi, assaltato una banca e rubato i mobili, imbrattato le vetrine dei negozi circostanti, bruciato motorini e creato il panico per una notte intera.

Scontri a Barcellona
Scontri a Barcellona

Preso di mira anche un bar, il cui proprietario dice “Già siamo aperti a singhiozzi, se ci rovinano anche i tavoli e le sedie diventa impossibile lavorare” .

Scontri a Barcellona: si riaccende il dibattito sulla libertà di espressione

Pablo Hasel si è sempre appellato alla libertà di espressione, sostenendo che la sua musica esprimesse un suo punto di vista che non può essere contestato.

Ma il punto di vista, l’opinione del singolo, possono prevedere l’incitamento allo sparare in testa ad un politico? Un rapper, o qualsiasi artista, non dovrebbero veicolare altri messaggi?

La libertà di espressione è un diritto intoccabile, nessuno lo mette in dubbio, ma spesso la si utilizza per nascondere opinioni piuttosto controverse.

Scontri a Barcellona
Scontri a Barcellona

Per intenderci bene, inneggiare all”Eta in Spagna è come in Italia incitare alla Mafia: il dolore causato è esattamente lo stesso. È un’associazione a delinquere di stampo terrorista, a prescindere da come la si pensi in materia di indipendentismo non si può inneggiare ad un movimento che ha provocato decine di morti.

La libertà di espressione non può prevedere l’appoggio al terrorismo, non c’è niente di libero nel compiere attentati uccidendo gente innocente che si trovava per caso in quel luogo. Un artista dovrebbe spingere alla riflessione, non imporre le proprie idee e farle passare per giuste.

Soprattutto vandalizzare, mettere a fuoco e fiamme parte di una città, non ha niente di libero, e anche se alla base ci fossero motivazioni degne di essere ascoltate, le cancella tutte. Il pensiero del singolo non può essere l’incubo di un altro, non si può parlare di libertà e difendere la violenza, è un controsenso totale.

Tania Carnasciali

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