Catalogna in fiamme per le proteste e il Parlamento si divide

Catalogna in fiamme: per il terzo giorno consecutivo Barcellona è teatro di scontri tra manifestanti e polizia. I violenti che sono scesi in strada continuano a dare fuoco a qualsiasi cosa gli si pari davanti, attaccare la polizia e vandalizzare la città.

Le proteste si stanno moltiplicando in Catalogna: Lleida, Barcellona e Tarragona e perfino Valencia, sono tentato di violenti scontri. La motivazione sarebbe chiedere la libertà del rapper Pablo Hasel, ma ormai è chiaro che le motivazioni sono andate sparendo.

Catalogna in fiamme: il Parlamento si divide

Catalogna in fiamme
Catalogna in fiamme

Se i fatti che stanno accadendo sono gravissimi, il fatto che non ci sia una condanna ferma e univoca da parte dei governanti, lascia gli spagnoli senza parole.

Un rappresentante di Podemos, ha espresso su Twitter il suo parere sulle vicende dicendosi vicino ai giovani antifascisti che lottano per la libertà. Nessuno del partito ha condannato apertamente i gesti violenti, e il Presidente Sanchez non si è ancora espresso su questo comportamento dei suoi alleati di Governo.

Questa crepa spalanca la porta all’opposizione che critica duramente gli atti vandalici in Catalogna, e ne approfitta per sottolineare quanto Podemos sia inadatto a governare.

Qualcuno addirittura propone di cacciarli dal Governo, aprire una crisi e ripartire da zero. Forse questa però non è la soluzione più adatta in questo momento.

Catalogna in fiamme
Catalogna in fiamme

La Spagna, come tutto il mondo, è piegata da una crisi economica e sanitaria fortissima, e una crisi di governo non aiuterebbe a rilassare gli animi.

Oltretutto queste proteste violente proprio in Catalogna che da anni chiede l’indipendenza, non sono un buon segnale. Il momento è davvero particolare, e vedere scene di guerriglia urbana non aiuta a viverlo al meglio.

Qualcuno propone di rivedere il diritto di espressione, cosa che non è minimamente in discussione anche perché un conto è esprimersi altro è tirare pietre nei negozi, o lanciare oggetto pesanti addosso ad un poliziotto a terra a causa dei colpi ricevuti.

La Catalogna in fiamme non è l’unica comunità colpita: Valencia e Madrid sono teatro di scene analoghe, e la protesta sta scorrendo via internet luogo in cui giorno per giorno i violenti si fanno appuntamento per proseguire con le loro proteste.

 

Tania Carnasciali

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