Mascherine di Arcuri sotto inchiesta. Arriva la svolta. A Roma sequestro da 70 milioni

18 febbraio – Mascherine di Arcuri sotto inchiesta. Arriva la svolta. A Roma sequestro da 70 milioni.
La Guardia di Finanza, nell’ambito di un’indagine della procura di Roma che ha visto coinvolte otto persone e quattro società, ha eseguito a Roma un sequestro per 70 milioni.

Al centro dell’inchiesta gli 1,25 miliardi di euro stipulati dal Commissario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri a 3 consorzi cinesi per l’acquisto di 800 milioni di mascherine durante la prima ondata dell’epidemia.

I danni prodotti dal supercommissario Arcuri continuano ad aumentare, ma ora saranno danni anche per lui

mascherine di Arcuri sotto inchiesta - politically uncorrect
mascherine di Arcuri sotto inchiesta – politically uncorrect

La sua posizione di supercommissario ha fortunatamente iniziato a vacillare con il cambio di governo, ed ora la corda si sta spezzando, portando alla luce tutti gli errori fatti volutamente da Arcuri, il quale ha approfittato del periodo  emergenziale per consentire compensi esorbitanti e illegittimi che hanno fruttato ville, barche e gioielli.

A coordinare l’indagine c’è il procuratore aggiunto Paolo Ielo, che ha indagato Mario Benotti per traffico di influenze illecite. Benotti è presidente del consorzio Optel e di Microproducts It.

Svolta nelle indagini sulle mascherine di Arcuri nel momento in cui entra in gioco Paolo Benotti

La svolta nelle indagini si ha nel momento in cui la Procura segnala 1280 contatti telefonici avvenuti tra Benotti e Arcuri, i quali vantano relazioni personali.

Ed è proprio questo il punto fondamentale dell’indagine: “la maxi commessa viene aggiudicata per via di un’amicizia. Tale attività di interposizione è stata svolta dal Benotti ed è fondata sul rapporto personale con il commissario straordinario, e certamente, non su un istituzionale ruolo di rappresentanza di interessi di categoria, o su un ostensibile professionale rapporto di agenzia. Tale rapporto, che non è stato possibile formalizzare in un esplicito contratto avente forma scritta, come si impone ad una pubblica amministrazione, ha conseguentemente causa illecita. L’accesso preferenziale al gradimento di un funzionario pubblico vulnera la sua imparzialità”.

La difesa di Mario Benotti scarica ogni responsabilità su Arcuri

I legali osservano che la Procura di Roma mette sotto accusa Mario Benotti che non ha fatto altro che agire, nella sua veste professionale di consulente, su esplicita e reiterata richiesta, orale e scritta, del Commissario all’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri, per favorire l’arrivo in tempi rapidi di un rilevante quantitativo di dispositivi di protezione individuale, in un momento in cui il Paese affrontava una crisi sanitaria senza precedenti ed era pressoché impossibile reperire tempestivamente da aziende nazionali i dispositivi necessari.

Silvana Uber

Vicepresidente di una casa editrice nel triveneto, scrittrice per Leonida Edizioni, Eracle Editore, Titani edizioni e talent scout per autori emergenti. Mamma, amante dell'Africa... e del prosecco!

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