Nasce il contro-movimento: gli epurati dei 5 stelle all’opposizione

Il Movimento 5 Stelle si prepara ad una guerra civile: nasce il contro-movimento.
Le correnti all’interno del partito sono arrivate ad un punto di rottura e la fiducia votata al Governo Draghi è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Si parla, ormai, di scissione. Il gruppo fondato da Beppe Grillo è arrivato a un punto di non ritorno. Da una parte si schierano i fedelissimi di Luigi di Maio, favorevoli al governo tecnico e al trasformismo che ha caratterizzato questo primo quinquennio. Sullo sfondo, si fa sempre più feroce la voce degli ortodossi, oppositori della prima ora che rimangono fedeli ai dogmi originali.

Sia alla Camera, sia al Senato, i pentastellati hanno visto il proprio consenso ridursi sempre più. Si vocifera di un’epurazione in grande stile: potrebbero essere una trentina i deputati che rischiano l’esclusione dal gruppo. Nasce così il contro-movimento: una fazione politica che si schiera all’opposizione e che dovrebbe appoggiarsi al simbolo di Italia dei Valori.

Chi sono i volti del nuovo contro-movimento: la nuova formazione di opposizione al governo tecnico

A guidare il nuovo schieramento c’è Alessandro Di Battista. L’ex front man del Movimento 5 Stelle, che non ha mai voluto prendere parte all’attuale maggioranza, starebbe guidando il gruppo di dissidenti. A fare le sue veci, alle Camere, ci sarebbe Nicola Morra: uno dei volti più carismatici tra le fila della nuova fazione. Anche l’ex ministro Fioramonti, che medita da mesi la formazione di un gruppo autonomo, potrebbe unirsi allo schieramento.

Nascerebbe così, in seno al Governo, un ulteriore voce di dissenso politico. Il contro movimento ha dovuto “sopportare” la coesistenza del gruppo pentastellato al governo con Lega, prima, e PD, poi. Nonostante questo, il Movimento 5 Stelle ha sempre dimostrato una certa coesione. La figura di Mario Draghi, lo storico nemico dei pentastellati, è stata invece capace di spaccare in due il partito.

Movimento e contro-movimento appaiono così come due realtà parallele e opposte all’interno del governo e anche i loro rappresentanti possono essere schierati l’uno contro l’altro. L’istituzionale di Maio contro il ribelle di Battista, il leader storico Beppe Grillo contro Casaleggio jr., il nuovo che avanza. Vito Crimi, il leader del Movimento alle Camere, contro Nicola Morra, la figura forte. A dividere gli schieramenti ci sarebbe anche il nodo Rousseau.

contro-movimento

“Epurazione legittimata dal voto”: può Rousseau trasformarsi in Robespierre?

La piattaforma, infatti, viene sfruttata come arma a favore degli istituzionalisti. Secondo la votazione svoltasi nei giorni scorsi, infatti, gli iscritti al Movimento 5 Stelle sarebbero favorevoli a questo governo tecnico. Ne consegue una sorta di epurazione in pieno stile Robespierre: il taglio delle teste dissidenti favorito dal consenso popolare.

Il terremoto creato dal contro-movimento continua a scuotere le fondamenta di Palazzo Madama. Nei prossimo giorni, in seguito all’assestamento, sarà Luigi di Maio a esprimere il proprio parere sull’attuale crisi in seno al gruppo pentastellato. Al momento, è lui il grande assente. Alessandro di Battista, invece, dovrebbe anticipare tutti grazie ai social: la sua diretta è attesa per questo pomeriggio.

Alex Rossi

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