Caso Alexei Navalny: confermati 3 anni di carcere per l’oppositore di Putin

Il caso Alexei Navalny rimane ancora sotto i riflettori mondiali: la Corte Russa ha confermato infatti, la condanna a 3 anni di carcere per il blogger oppositore di Putin. A nulla è infatti valso il ricorso dello stesso Navalny, che sarà costretto a stare dietro le sbarre per aver violato i termini della sospensione della pena, dopo che il 18 febbraio è stato arrestato al suo rientro dalla Germania, dove si stava curando a seguito dell’avvelenamento con gas nervino.

Caso Alexei Navalny: le fasi del processo e le nuove accuse

caso Alexei Navalny
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Un processo, quello contro Alexei Navlany, iniziato nel 2014 quando l’oppositore di Putin venne arrestato e condannato per appropriazione indebita che gli imponeva di presentarsi regolarmente alla polizia russa.

Un obbligo di denunciare alla polizia, che non gli era possibile, dal momento che si stava riprendendo dall’attacco dell’agente nervino, per il quale ha accusato il premier russo Putin, di esserne il mandante, oltre ad affermare che le accuse contro di lui sono inventate ( il Cremlino nega qualsiasi coinvolgimento nel suo avvelenamento):

“Il mondo intero sapeva dove mi trovavo [..] Una volta guarito, ho comprato un biglietto aereo e sono tornato a casa.”

caso Alexei Navalny
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Giustificazioni che sono risultate inutili dal momento che il giudice ha respinto il suo caso costringendo Navalny a tornare alla colonia penale dove sta scontando la sua detenzione, ridotta a 2 anni e mezzo in quanto gli sono stati sottratti i mesi trascorsi ai domiciliari.

Sabato prossimo Navalny sarà chiamato in tribunale per il secondo processo a suo carico, quello per diffamazione nei confronti di un ex veterano della seconda guerra mondiale.

Caso Alexei Navalny: la preoccupazione dell’Europa e le tensioni con la Russia

caso Alexei Navalny
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La Corte europea dei diritti dell’uomo, di cui la Russia è membro, afferma che Navalny dovrebbe essere rilasciato per preoccupazione per la sua vita. Ma la Russia ha detto che la chiamata era “illegale”.

I sostenitori di Navalny vedono le accuse come un tentativo di metterlo a tacere e contrastare le sue ambizioni politiche.

È stato una spina nel fianco del presidente Putin, facendo accuse di corruzione, inclusa l’affermazione che il presidente possiede un sontuoso palazzo sul Mar Nero.

Gli alleati di Navalny stanno cercando di sfidare i partiti filo-Cremlino nelle elezioni parlamentari di quest’anno e il presidente Vladimir Putin ha messo in guardia giovedì contro le interferenze straniere.

I ministri degli esteri europei si incontreranno lunedì per discutere l’imposizione di ulteriori sanzioni alla Russia per il caso Alexei Navalny e non solo.

Ci sono divisioni tra i membri dell’UE, con la Germania che va avanti con il progetto Nord Stream 2 che trasferirà il gas direttamente dalla Russia alla Germania.

Al progetto si oppongono Polonia e Stati baltici. Venerdì la Lituania ha detto che dovrebbe essere messa in pausa fino a dopo le elezioni parlamentari in Russia di settembre.

martina lumetti

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