Storica sentenza in Germania: condannato un siriano per crimini contro l’umanità

Storica sentenza in Germania, che ha condannato un ex agente dei Servizi Segreti siriani per crimini contro l’umanità.

L’uomo prelevava i dissidenti che manifestavano contro Assad, per condurli in carceri in cui venivano torturati. Nonostante la condanna la pena potrebbe non essere scontata, poiché l’uomo era detenuto da tempo e ha collaborato con gli inquirenti.

Esultano le associazioni umanitarie, che considerano questa sentenza un grande passo avanti nel riconoscimento delle torture che avvengono in Siria. Finalmente il mondo ne parla, e questa storica sentenza in Germania segna un precendente importantissimo.

La condanna è stata inflitta sulla base di un principio della giurisdizione universale: esazioni commesse in Siria su cittadini siriani. La storica sentenza in Germania per la prima volta in assoluto, riconosce i crimini perpetrati in Siria da Assad e i suoi alleati.

Storica sentenza in Germania
Storica sentenza in Germania

Finalmente se ne parla, finalmente una condanna e finalmente uno dei torturatori è stato processato per crimini contro l’umanità.

Storica sentenza in Germania: che succederà adesso?

Difficile da dirsi, di sicuro questa condanna non porrá fine alle violenze in un batter d’occhio, ma è un ottimo inizio perché per la prima volta se ne parla.

A parlarne non sono più voci esterne, ma chi di quel sistema ha fatto parte, quindi sono riportati fatti veri, cose accadute veramente e situazioni precise e puntuali.

Storica sentenza in Germania
Storica sentenza in Germania

Le violenze non sono più un racconto lontano fatto da persone che denunciano, ma sono fatti reali, vicini e concreti che adesso sono cristallizzati in una sentenza definitiva.

La verità è venuta fuori, e adesso nessuno può più dire che le violenze in Siria non esistono. Le cose potranno cambiare, non sarà facile e non sarà sicuramente veloce, ma questa storica sentenza in Germania cambia le carte in tavola e consente di aprire le porte ad altre denunce e ad altri provvedimenti a difesa dei diritti umani.

Tania Carnasciali

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