Armenia, il popolo invitato a scendere in piazza contro il golpe militare

Scendere in piazza per contrastare il golpe militare: questo è l’invito che il premier armeno Nikol Pashinyan ha rivolto via social al suo popolo, in seguito alle minacce di dimissioni mosse contro di lui e il governo.

Golpe militare in Armenia: come si è arrivati a questo?

golpe militare
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Una situazione delicata quella dello stato asiatico, che viene da sei settimane di sanguinosi combattimenti nel Nagorno-Karabakh, una regione senza sbocco sul mare da sempre oggetto di scontri tra Armenia e il vicino Azerbaigian il quale dopo la guerra del Nagorno Karabakh, svoltasi tra il gennaio 1992 e il maggio 1994, ha assunto il controllo.

golpe militare
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Negli ultimi anni però, si è tornati in una situazione di tensione tra i due paesi, sfociata nel 2016 nella cosiddetta “Guerra dei quattro giorni in Nagorno Karabakh”, e che ha richiesto l’intervento di stati come la Russia e gli Stati Uniti, i quali hanno posto fine al conflitto.

A novembre 2020 Armenia e Azerbaigian hanno siglato un accordo di cessate il fuoco mediati dalla Russia, con il quale l’Azerbaigian ha mantenuto i territori conquistati e l’Armenia gli ha ceduto anche altre zone del Nagorno-Karabakh e dei territori limitrofi. Russia le cui forze di pace sono attualmente dispiegate nella regione al fine di garantire il funzionamento delle comunicazioni e del rispetto degli accordi.

golpe militare
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Una situazione che la popolazione armena non ha gradito, tanto da scendere in piazza per richiedere le dimissioni del premier Pashinyan e della sua squadra di governo; inoltre i militari hanno dichiarato come la decisione presa dal premier non ha tenuto contro “degli interessi nazionali e statali dell’Armenia ma solo sulla base di sentimenti e ambizioni personali“.

Per questo “le forze armate armene chiedono le dimissioni immediate del primo ministro e del governo e li avvertono di non utilizzare la forza contro la gente i cui figli sono morti difendendo la madrepatria” stando a quanto riportato in un’altra nota degli stessi militari armeni.

martina lumetti

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