Hong Kong: proteste davanti al tribunale per i dissidenti

A distanza di mesi, la situazione è tornata a farsi calda ad Hong Kong: diverse persone si sono presentate in piazza  per protestare contro l’arresto di 47 dissidenti. Il corteo si è poi spostato verso il tribunale dove lunedì scorso di è tenuto il processo a carico di 39 uomini e otto donne, di età compresa tra i 23 e i 64 anni accusati dal governo cinese di “cospirazione per commettere sovversione”.

arresto di 47 dissidenti
arresto di 47 dissidenti

Lunedì all’udienza, gli agenti di polizia sono stati schierati per controllare la folla mentre i sostenitori facevano la fila per i posti all’udienza, molti vestiti di nero – il colore che i manifestanti indossavano durante la manifestazione.

Alcuni hanno cantato slogan tra cui “libera Hong Kong, rivoluzione dei nostri tempi” e “lotta per la libertà, stai con Hong Kong”.

La polizia ha avvertito le persone riunite di dividersi in gruppi di non più di quattro persone o di dover affrontare multe.

Il governo cinese, davanti alle accuse arrivate da Stati Uniti ed altre potenze mondiali, ha definito l’arresto di 47 dissidenti ad Hong Kong un“atto legittimo”

Arresto di 47 dissidenti ad Hong Kong: i fatti

L’arresto di 47 dissidenti sarebbe avvenuto durante i raid all’alba il mese scorso, nella più grande repressione da quando la Cina ha imposto una legge sulla sicurezza draconiana lo scorso anno.

arresto di 47 dissidenti
arresto di 47 dissidenti

Alla base dell’arresto l’aver contribuito a organizzare elezioni “primarie” non ufficiali lo scorso giugno per scegliere i candidati dell’opposizione per le elezioni legislative del 2020. Elezioni che sono state poi rinviate, in quanto viste dai funzionari cinesi e di Hong Kong  come un tentativo di rovesciare il governo cinese.

Governo che si è visto poi obbligato ad imporre la legislazione sul territorio semiautonomo, affermando che era necessario frenare mesi di proteste a volte violente a favore della democrazia.

Arresto di 47 dissidenti ad Hong Kong: la nuova legge

arresto di 47 dissidenti
arresto di 47 dissidenti

Una legislazione che introduce le accuse di secessione (ossia il distacco dal paese), sovversione (minare il potere o l’autorità del governo centrale) terrorismo (uso di violenza o intimidazione contro le persone) e collusione con forze straniere o esterne. Inoltre tale legge impone che :

  • I crimini di secessione, sovversione, terrorismo e collusione con forze straniere sono punibili con la pena massima dell’ergastolo
  • Danneggiare le strutture di trasporto pubblico può essere considerato terrorismo
  • Coloro che sono stati giudicati colpevoli non potranno candidarsi a cariche pubbliche
  • Le aziende possono essere multate se condannate ai sensi di legge
  • Pechino istituirà un nuovo ufficio di sicurezza a Hong Kong, con il proprio personale delle forze dell’ordine – nessuno dei quali sarebbe soggetto alla giurisdizione dell’autorità locale
    Questo ufficio può inviare alcuni casi da processare nella Cina continentale, ma Pechino ha detto che avrà quel potere solo su un “piccolo numero” di casi
  • Hong Kong dovrà istituire una propria commissione per la sicurezza nazionale per far rispettare le leggi, con un consigliere nominato da Pechino
  • L’amministratore delegato di Hong Kong avrà il potere di nominare giudici per ascoltare i casi di sicurezza nazionale, sollevando timori sull’autonomia giudiziaria
  • È importante sottolineare che Pechino avrà il potere su come la legge dovrebbe essere interpretata, non su qualsiasi organo giudiziario o politico di Hong Kong. Se la legge è in conflitto con qualsiasi legge di Hong Kong, la legge di Pechino ha la priorità
  • Alcuni processi saranno ascoltati a porte chiuse.
  • Le persone sospettate di infrangere la legge possono essere intercettate e messe sotto sorveglianza
  • Sarà rafforzata la gestione delle organizzazioni non governative e delle agenzie di stampa straniere
  • La legge si applicherà anche ai residenti non permanenti e alle persone “esterne a [Hong Kong] … che non sono residenti permanenti di Hong Kong”.

 

 

 

 

 

 

 

 

martina lumetti

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