Festival di Sanremo: Achille Lauro trionfa con i suoi quadri

Il Festival di Sanremo 2021 è indubbiamente un’edizione particolare: a causa delle restrizioni per la pandemia, il pubblico in sala non è presente, le solite manifestazioni esterne che fanno da contorno alla manifestazione non hanno potuto avere luogo.

Questo concentra inevitabilmente tutta l’attenzione sulla gara e sul Festival di Sanremo, che però non decolla. Il ritmo è lento, le gag scontate e nonostante gli sforzi di Amadeus e Fiorello gli ascolti crollano.

I presentatori sembrano animatori turistici che provano a tirare su il morale ad un pubblico annoiato e forse troppo esigente: la comicità di Fiorello non prende più come un tempo, e nonostante l’amicizia trentennale con Amadeus il duo non funziona.

Achille Lauro: vera stella del Festival di Sanremo

Festival di Sanremo
Festival di Sanremo

Piaccia o non piaccia Achille Lauro è colui che attira l’attenzione: i suoi quadri sono davvero spettacolari, curati e sebbene spesso ricordino Bowie e Zero dei tempi andati, riesce sempre a dare loro un tocco di originalità.

Il Festival di Sanremo è come la Monarchia inglese: incardinato da decenni su meccanismi vecchi e granitici difficili da scardinare. Ecco perché l’eccentricità, l’essere fuori dagli schemi di Achille Lauro, impattano tanto.

Festival di Sanremo
Festival di Sanremo

Non si presenta in giacca e cravatta, cantando la solita canzone d’amore o con tematica sociale, no. Lui canta sé stesso, lui porta sé stesso all’apice e dà uno scossone ad un Festival di Sanremo spento e con poche glorie.

D’altronde se ospiti di punta sono Gigliola Cinquetti, Fausto Leali e Marcella Bella che ci possiamo aspettare? Grandi professionisti, indubbiamente, ma rispecchiano il fatto che Sanremo funziona su meccanismi ormai triti e ritriti.

Festival di Sanremo: cosa non funziona?

Festival di Sanremo
Festival di Sanremo

Quello che da anni non funziona più, ossia non dare spazio a giovani presentatori. Il Festival è percepito come un’istituzione, un granitico appuntamento tra febbraio e marzo a cui non si può mancare, ma da anni ciò che manca è la novità.

Ecco perché Achille Lauro buca lo schermo: a prescindere dal talento o meno, ha portato sul palco del Festival il trasformismo, il colore, il messaggio oltre all’amore non corrisposto o finito.

Perché parliamoci chiaro le canzoni di Sanremo hanno quasi sempre due tematiche: amore e protesta. Il resto è considerato meno di zero.

Al Festival di Sanremo manca la novità: Fiorello e Amadeus appartengono ad una generazione di presentatori vecchia scuola, non che questo sia un male ma se gli ascolti calano in un periodo in cui siamo costretti a casa qualcosa non sta funzionando.

Se tutto il Festival viene tirato su da Achille Lauro, probabilmente è arrivato il momento di cambiare formula: 71 anni fa andava in onda alla radio, poi arrivò la TV e i canali erano pochi, quindi la formula funzionava. Nel tempo è cambiato, ma oggi tutto si muove troppo veloce e il Festival è espressione di una tradizione che per quanto bella, non fa più presa sul pubblico.

Tania Carnasciali

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