Vaccino Sputnik v: possibile ok dall’Ema

Si aprono spiragli per vedere nei prossimi mesi il vaccino Sputnik v in Europa. Marco Cavaleri, responsabile della Strategia dei vaccini dell’Ema, ne parla in un’intervista a Radio 24.

Vaccino Sputnik v: possibile ok dell’Ema. Le parole di Marco Cavaleri e del RDIF.

In un’intervista a Radio 24, il responsabile della Strategia dei vaccini dell’Ema ha parlato della possibilità di introdurre nei prossimi mesi il vaccino Sputnik v nell’arsenale dell’Unione Europea nella lotta contro il Covid-19.

Il farmaco di produzione russa ha sicuramente dimostrato di essere un buon prodotto, ma l’Ema condurrà ricerche su di esso prima di approvarlo e distribuirlo nel Vecchio Continente.

Sulle tempistiche delle indagini e della possibile approvazione Marco Cavaleri afferma:

“C’è un programma in corso e nelle prossime settimane vedremo se riusciremo ad approvare il vaccino. Ma prima della fine di aprile non saremo pronti per dare l’ok a Sputnik, più probabile maggio”.

Il responsabile della Strategia dei vaccini dell'Ema, Marco Cavaleri, ha annunciato che in un prossimo futuro ci sarà la possibilità da parte dell'Unione Europea di approvare il vaccino Sputnik v russo. A conferma di questa apertura il RDIF ha affermato di aver intavolato trattative con diversi Paesi europei in relazione al vaccino. (Fonte: la Repubblica)
Il responsabile della Strategia dei vaccini dell’Ema, Marco Cavaleri, ha annunciato che in un prossimo futuro ci sarà la possibilità da parte dell’Unione Europea di approvare il vaccino Sputnik v russo. A conferma di questa apertura il RDIF ha affermato di aver intavolato trattative con diversi Paesi europei per la produzione del vaccino. (Fonte: la Repubblica)

Nel frattempo il RDIF (Fondo Russo per gli Investimenti Diretti) fa sapere che sono in corso trattative con diversi produttori dell’UE per incrementare la produzione dello Sputnik v in Europa.

Invece in Italia, Francia, Spagna e Germania si è già arrivati all’accordo per la produzione del vaccino russo.

Le parole del RDIF sugli accordi riportate da Interfax sono state queste:

“Questo permetterà l’inizio della fornitura attiva di Sputnik V al mercato europeo dopo aver ricevuto l’approvazione da parte dell’Agenzia europea dei medicinali (EMA), con la quale è ora in corso un dialogo nel quadro della rolling review”.

Vaccino Sputnik v: possibile ok dell’Ema. Lo Sputnik v cambierà la situazione in Europa?

Il vaccino russo è sulla bocca di molti in Europa da molto tempo e ha spaccato l’opinione pubblica in due fazioni: i pro e gli anti Sputnik.

I primi stanno spingendo per avere in Europa la possibilità di utilizzarlo per accelerare le vaccinazioni senza dover dipendere dalle forniture (talvolta ritardatarie e insufficienti) di AstraZeneca e delle altre case farmaceutiche.

Questo fronte è tenuto soprattutto dai paesi dell’Est Europa, vicini geograficamente e politicamente alla Russia, tra cui l’Ungheria.

Lo Sputnik v è un vaccino di produzione russa che attualmente non è utilizzato in Europa in quanto non approvato dall'Ema e per motivi politici. Però dosi di questo vaccino sono state acquistate in Ungheria e Slovacchia e anche la Repubblica Ceca è interessata all'acquisto. In Italia sono trapelate indiscrezioni riguardo all'uso di un bioreattore della ReiThera per produrre lo Sputnik v. (Fonte: Adnkronos)
Lo Sputnik v è un vaccino di produzione russa che attualmente non è utilizzato in Europa in quanto non approvato dall’Ema e per motivi politici. Però dosi di questo vaccino sono state acquistate in Ungheria e in Slovacchia e anche la Repubblica Ceca è interessata all’acquisto. In Italia sono trapelate indiscrezioni riguardo all’uso di un bioreattore della ReiThera per produrre lo Sputnik v. (Fonte: Adnkronos)

Coloro che sono restii ad introdurre lo Sputnik v sostenevano, al momento della sua diffusione in Russia, che fosse inefficace e pericoloso.

Inoltre si pensa che richiedere forniture di farmaci alla Russia significa porsi in una posizione di debolezza nei confronti di un antagonista geopolitico insidioso e con il quale i rapporti con l’Unione Europea sono sempre stati molto tesi.

C’è anche da dire che, al di là delle simpatie e delle antipatie con la Russia, qualora venisse approvato lo Sputnik arriverebbe comunque troppo tardi.

Infatti l’organizzazione e la riconversione dei nuovi centri di produzione che dovrebbero compensare all’attuale scarsità produttiva porterebbe via diverso tempo (all’incirca alcuni mesi).

Insomma, oltre ai tempi delle trattative bisogna sommare quelli dell’organizzazione allungando di molto lo dello Sputnik v in Europa.

Per altro da Bruxelles si avverte che non sono stati ancora avviati negoziati con Mosca per il vaccino.

E si ripetono, infine, le modalità di introduzione di nuovi vaccini nell’UE:

“La strategia europea sui vaccini prevede che siano la Commissione Ue con gli Stati membri a decidere” su eventuali nuovi tipi come il vaccino Sputnik v.

 

Pierpaolo Pisciella

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