Appuntamenti in pandemia: Tinder è l’app del momento

Appuntamenti in pandemia: Tinder è l’app per accorciare le distanze

Distanziamento sociale: un mantra, in tempo di pandemia. Come si risolve, dunque, il bisogno di nuove conoscenze, di “contatti” umani?

Naturalmente online, e magari attraverso le app d’incontri.

Già durante il primo lockdown le iscrizioni ed i tempi di utilizzo di queste applicazioni sono aumentati in maniera esponenziale, nonostante, secondo le previsioni, i siti per incontri fossero dati per spacciati in quel periodo.

Come riporta Ninjamarketing, a livello globale Tinder ha registrato un aumento medio del numero di conversazioni sull’app del +39% proprio durante la quarantena.

L’utilizzo di tali applicazioni è però notevolmente cambiato. Se prima rappresentavano un ponte tra il modo digitale e quello fisico (soprattutto se parliamo di rapporti occasionali), oggi le dating app sono un luogo in cui conoscere persone interessanti: ciò significa che gli utenti hanno deciso di investire il proprio tempo in una conoscenza più approfondita dei potenziali partner.

Da questo punto di vista, la novità che ha contribuito più di ogni altra, durante la pandemia, a una maggiore permanenza su Tinder è quella della videochat.

E non si tratta dell’unico cambiamento registrato: come riporta La Stampa, “secondo l’associazione Singles in America, il 63% delle persone che usano le app di incontri ha dichiarato che, durante la pandemia, ha dedicato più tempo a conoscere meglio le persone con cui è entrato in contatto e il 69% di avere avuto un approccio “più sincero”. Allo stesso tempo, è scesa del 20% la percentuale di persone che desiderano una semplice avventura.”

In questo momento, in cui la conoscenza può essere quasi solo virtuale, gli utenti cercano nei partner compatibilità, interessi comuni, basi per relazioni vere e proprie.

Solo negli Stati Uniti, il numero di utenti attivi sulle dating app ha raggiunto i 26,6 milioni nel 2020: un aumento del 18,4% rispetto all’anno precedente.

Da circa un anno, insomma, con il ridimensionamento degli spostamenti e l’incalzare delle restrizioni, tra smart working e quarantena, anche gli approcci sentimentali hanno subito un cambiamento sostanziale.

Gli appuntamenti in pandemia sono ormai fatti di match, di chat, del gioco dello swipe tra i profili Tinder (lo scorrimento dei potenziali partner a cui accordare o meno la nostra preferenza): ma come si risolve il problema degli incontri?

Appuntamenti in pandemia Tinder
Appuntamenti in pandemia: Tinder è l’app del momento

Appuntamenti in pandemia: le frequentazioni virtuali ci bastano?

Non è semplice fornire una risposta: possiamo sicuramente affermare che in molti si sono adattati ai partner online. Le frequentazioni virtuali sono ormai all’ordine del giorno: Tinder ha persino concesso uno “strappo alla regola” modificando il proprio business model, ed ora la funzione “Passport” permette di conoscersi in qualsiasi luogo del mondo.

E se questo non basta, ci si scambia il numero di telefono e si dialoga in videochiamata. Via libera, dunque, alla conoscenza in chat, e non soltanto per relazioni “effimere”: la quarantena pare abbia fatto sorgere il bisogno di relazioni più impegnate, più serie. Pur sapendo che concretizzare l’appuntamento è diventato davvero difficile.

Anche una ricerca di Inner Circle, dating app mondiale, conferma lo stop agli incontri vis-à-vis, se non in contesti virtuali.

 

Martina Bruno

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