Dante censurato: dalla Divina Commedia, rimosse le frasi su Maometto

Dante censurato: via Maometto dalla Divina Commedia

Nella traduzione in fiammingo dell’opera, a cura di Lies Lavrijsen, il personaggio viene rimosso per per non essere “inutilmenti offensivi”, così ha dichiarato l’editore Blossom Books.

Ne dà notizia il De Standaard, quotidiano belga in lingua olandese.

In sostanza, il traduttore di Anversa Lies Lavrijsen ha rimosso le parole su Maometto: ed il caso viene analizzato dal giornalista Giulio Meotti nella sua newsletter.

“In Dante, Maometto subisce un destino crudo e umiliante, solo perché è il precursore dell’Islam”, dice l’editore Myrthe Spiteri.

Dante censurato: ma come raffigura Maometto?

Secondo “l’accusa”, Dante tende a ridicolizzare il Profeta con i suoi versi. Versi che, com’è naturale, andrebbero contestualizzati piuttosto che censurati.

Dante, nel XXVIII Canto, paragona Maometto ad una “botte che ha perso le doghe del fondo”: gli appare dinanzi un dannato, aperto e tagliato dal mento fino all’ano, “da dove si scoreggia”. Le interiora gli pendono tra le gambe, il cuore è esposto, così come “sacco che trasforma quel che si mangia in feci”.

Dante osserva il Profeta, che si apre il petto con le mani e lo invita ad osservare bene. Gli dice infatti (di seguito una parafrasi): “osserva come è malmesso Maometto, tutto storpiato! Davanti a me se ne va in lacrime mio genero Alì, con il volto squarciato dal mento alla fronte”.

Si presenta dunque come Maometto ed indica il dannato che lo precede come Alì, tagliato dal mento alla fronte. Spiega poi che tutti loro sono stati seminatori di scandalo e scisma, perciò sono tagliati a pezzi; un diavolo armato di spada taglia loro parti del corpo: le ferite poi si richiudono, finché non tornano davanti a lui.

Maometto si trova nella nona Bolgia, dove sono puniti i seminatori di discordie. Dante dichiara che nessuno potrebbe rappresentare il sangue e le piaghe che lui ha visto in quel luogo, e che qualsiasi parola sarebbe insufficiente.

Se anche si radunassero tutti i caduti in battaglia dell’Italia meridionale nelle guerre di Roma, in quelle dei Normanni e nelle guerre scatenate dagli Angioini, la visione delle membra trafitte e amputate sarebbe poca cosa rispetto a ciò cui ha assistito in quel luogo di tormento.

Dante censurato perché “islamofobo”

Dante viene dunque etichettato come “islamofobo“. Ma lo era davvero?

Queste accuse non sono una novità: anni fa c’erano state associazioni come Gherush92 (organizzazione di ricercatori consulente dell’Onu), che aveva proposto di impedire alle scuole di insegnare i testi danteschi per il “modo irrispettoso in cui veniva trattato il fondatore dell’Islam”.

In seguito all’attentato alla sede di Charlie Hebdo nel gennaio 2015, poi, tornarono anche le polemiche relative al Duomo di Bologna, dove Maometto viene raffigurato tra le fiamme e percosso da demoni feroci.

Insomma, un affresco politicamente scorretto.

Dante censurato
Dante censurato, l’incontro con Maometto

Sempre durante quel periodo, tra gli obiettivi da tutelare contro il fanatismo islamista, vi erano sia la tomba di Dante a Ravenna sia, appunto, il Duomo di Bologna.

La censura è stata dettata non solo da un atteggiamento di protesta, ma anche dai numeri: a Bruxelles i musulmani sono il 25,5 % della popolazione, in Vallonia il 4,0 % mentre nelle Fiandre il 3,9%, mentre nei vicini Paesi Bassi i musulmani rappresentano il 4,9% della popolazione.

Come nota Avvenire, tuttavia, “la posizione di Dante nei confronti della cultura arabo-musulmana è molto complessa e comporta una fitta serie di scambi”, come ha documentato fin dal 1919 lo studioso e sacerdote spagnolo Miguel Asín y Palacios nel classico L’escatologia musulmana nella Divina Commedia.

Sul tema interviene anche l’eurodeputata della Lega, Silvia Sardone: “Oggi è la Giornata nazionale dedicata a Dante, il sommo poeta. Purtroppo in Europa invece di celebrarlo si arriva persino a censurarlo. In Belgio, infatti, una nuova traduzione dell’Inferno della Divina Commedia di Dante, tradotta in fiammingo, ha rimosso Maometto per non essere inutilmente offensivi” osserva l’esponente del carroccio.

Dante censurato: l’attacco della Germania

E proprio durante il “Dantedì“, giornata in cui si celebra Dante, arriva dalla Germania (in particolare dal Frankfurter Rundschau), un attacco alla figura del Sommo poeta, in un articolo a firma dello scrittore e commentatore Arno Widmann.

Secondo Widmann, oggi in Italia si celebra un poeta medievale “anni luce dietro a Shakespeare“, egocentrico e arrivista, che ha poco a che fare con la nascita della lingua italiana.

“L’Italia lo loda perché ha portato la lingua alle altezze della grande letteratura: si è costruito la lingua per la sua opera e da questa lingua è nata la lingua dei suoi lettori e poi dell’Italia” dichiara lo scrittore.

Per Widmann Dante è persino un plagiatore: come riporta La Repubblica, Widmann riprende la tesi – smentita – dello studioso spagnolo Asín Palacios, il quale nel 1919 affermò che la Divina Commedia si basava su un poema mistico arabo in cui si narra l’esperienza dell’ascesa al Cielo.

Accuse choc alle quali il ministro ai beni culturali Dario Franceschini replica con un tweet: “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa” .

Insomma, si tratta di politically correct o di sterile polemica?

Considerate la vostra semenzafatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza.

 

Dante censurato
Dante censurato

Martina Bruno

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