Golpe in Birmania: decine di vittime nella repressione dell’esercito.

Continuano le violenze dell’esercito a seguito del golpe in Birmania. I militari hanno aperto il fuoco sui civili causando decine di morti. Secondo gli attivisti questo è il giorno con più vittime.

Golpe in Birmania: decine di vittime nella repressione dell’esercito. I fatti.

Nel Paese del Sud-est asiatico la violenza perpetrata dai militari sui civili raggiunge il suo apice.

L’AAPP (Assistance Association for Polical Prisoners) riporta che oggi durante le manifestazioni sono morte 89 persone, ma il bilancio non è definitivo. Tra le vittime sono presenti anche dei bambini.

I manifestanti sono scesi in piazza, nonostante gli avvertimenti delle forze di sicurezza, nel Giorno delle Forze Armate, una festa che si tiene annualmente.

Questo evento commemora l’inizio della resistenza birmana contro gli occupanti giapponesi nel 1945.

A seguire la celebrazione nella capitale Naypyitaw ci sono il ministro della difesa russo Alexander Fomin e rappresentanti da Cina, India, Pakistan e Vietnam.

Con queste 89 vittime si superano le 400 morti avvenute durante le proteste per il Golpe in Birmania, che va avanti dal 1 febbraio.

L’esercito birmano ha avvertito venerdì la popolazione in una trasmissione della TV di Stato che avrebbero sparato contro la folla in caso di manifestazioni.

Le violenze sono state perpetrate, stando ai dati della BBC, a Yangon, Mandalay,  Magway, Mogok, Kyakpadaug e Marangone.

A Mandalay a scatenare la dura reazione dell’esercito stati la presenza della bandiera dell’NLD (National League for Democracy), il partito della presidente deposta Aung San Suu Kyi e il tipico saluto a tre dita fatto dai dimostranti.

Durante il Giorno delle Forze Armate la repressione da parte dei militari ha raggiunto il suo picco di violenza. Le fonti parlano di circa 90 morti tra i manifestanti in tutto il Paese. Nella foto coloro che protestano contro il golpe in Birmania mostrano il loro saluto con le tre dita, uno dei simboli delle proteste. (Fonte: ANSA.it)
Durante il Giorno delle Forze Armate la repressione da parte dei militari ha raggiunto il suo picco di violenza. Le fonti parlano di circa 90 morti tra i manifestanti in tutto il Paese. Nella foto coloro che protestano contro il golpe in Birmania mostrano il loro saluto con le tre dita, uno dei simboli delle proteste. (Fonte: ANSA.it)

Nella città di Lashio un giornalista ha denunciato l’uso da parte della polizia di munizioni vere contro i civili.

Golpe in Birmania: decine di vittime nella repressione dell’esercito. Le dichiarazioni delle forze armate.

Il leader del colpo di Stato Min Aung Hlaing in una dichiarazione in televisione ha promesso che nel Paese si terranno le elezioni in futuro, ma non sono stati forniti altri dati.

Riguardo ai disordini, Min Aung Hlaing ha affermato:

“L’esercito desidera unire le forze con l’intera nazione per salvaguardare la democrazia.”

E poi ha continuato:

“Le azioni violente che mettono in pericolo la stabilità e la sicurezza per fare richieste sono inappropriate.”

Invece, per quanto riguarda l’uso di armi da fuoco contro i civili, i militari non hanno riferito nulla di specifico. Tuttavia in passato hanno dato la colpa delle sparatorie agli stessi manifestanti.

Il leader dei militari protagonisti del putsch nel Paese asiatico, Min Aung Hlaing, ha destituito il legittimo presidente Aung San Suu Kyi e ora governa col pugno di ferro. Ha promesso che presto ci saranno delle elezioni senza però dare altri dettagli. (Fonte: ANSA.it)
Il leader dei militari protagonisti del putsch nel Paese asiatico, Min Aung Hlaing, ha destituito il legittimo presidente Aung San Suu Kyi e ora governa col pugno di ferro. Ha promesso che presto ci saranno delle elezioni senza però dare altri dettagli. (Fonte: ANSA.it)

Golpe in Birmania: decine di vittime nella repressione dell’esercito. Le reazioni.

La notizia dell’aggravarsi della repressione in Birmania ha subito trovato la ferma condanna dell’Occidente.

In particolare gli Stati Uniti, l’Unione Europea e il Regno Unito si sono schierati dalla parte dei manifestanti e hanno denunciato attraverso contatti in loco cosa sta succedendo.

L’ambasciatore inglese in Birmania Dan Chugg ha riportato in un documento che: “le forze di sicurezza sono cadute in basso sparando contro civili disarmati.”

Inoltre queste potenze hanno imposto alla Birmania delle sanzioni in risposta al golpe e ai legami che i militari stanno stringendo con Mosca.

l’Unione Europea condanna con fermezza quanto sta accadendo nel Paese asiatico:

“Questo 76° Giorno delle Forze Armate birmane sarà ricordato come un giorno di terrore e disonore. L’uccisione di civili disarmati, inclusi i bambini, sono azioni indifendibili.”

Infine, attraverso le agenzie di notizie, come Reuters e AFP, giungono le parole dei manifestanti come Thu Ya Zaw che dalla città di Myingyan dice:

“Ci stanno uccidendo come uccelli o polli, anche nelle nostre case. Noi continueremo imperterriti a protestare.”

 

 

 

 

 

Pierpaolo Pisciella

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