Covid Sicilia: inchiesta scopre dati falsi sui contagi mandati a ISS.

Covid Sicilia: un’inchiesta dei NAS di Palermo e del Comando provinciale di Trapani incastra diversi esponenti del DASOE e dell’Assessorato alla Salute per aver inviato dati falsi sui contagi all’ISS. Tra i sette indagati c’è anche l’assessore Ruggero Razza.

Covid Sicilia: inchiesta scopre dati falsi sui contagi mandati a ISS. Le Indagini.

Oggi i NAS di Palermo e il Comando Provinciale di Trapani hanno emesso un mandato di custodia cautelare agli arresti domiciliari per diversi esponenti del DASOE dell’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia. Per gli indagati c’è l’accusa di falso materiale e ideologico per aver alterato i dati sui contagi da Covid-19 nell’isola.

Il nome eccellente tra gli indagati è quello dell’Assessore alla Sanità Ruggero Razza. Insieme a lui sono oggetto delle attenzioni dei NAS anche la dirigente regionale Letizia Di Liberti, il direttore del Servizio 4 del DASOE Mario Palermo, il dipendente regionale Salvatore Cusimano, Emilio Madonia della società informatica “Pricewaterhousecoopers Public Sector srl” e, infine, Giuseppe Rappa e Roberto Gambino dell’ASP di Palermo.

Di Liberti, Cusimano e Madonia sono ora ai domiciliari, incastrati dalle intercettazioni.

I NAS sostengono che Ruggero Razza non abbia una colpa grave nei fatti, tuttavia, “è emerso il parziale coinvolgimento di Razza nelle attività delittuose del Dasoe.”

Covid Sicilia. L'assessore alla Sanità Ruggero Razza è uno dei principali indagati dell'inchiesta sui dati falsi inviati dalla Sicilia all'ISS. (Fonte: Repubblica.it)
Covid Sicilia. L’assessore alla Sanità Ruggero Razza è uno dei principali indagati dell’inchiesta sui dati falsi inviati dalla Sicilia all’ISS. (Fonte: Repubblica.it)

Le indagini sono scattate a seguito della scoperta in un laboratorio ad Alcamo (in provincia di Trapani) di dati falsi su decine di tamponi. Questa scoperta è stata confermata da conversazioni telefoniche, email e dati acquisiti dagli inquirenti.

Da novembre fino al 19 marzo sono stati documentati circa 40 casi di falsificazione dei dati sui tamponi, i positivi e i morti.

Covid Sicilia: inchiesta scopre dati falsi sui contagi mandati a ISS. Le intercettazioni.

Ad inchiodare gli indagati sui dati falsi sono state le intercettazioni telefoniche che sono state registrate a novembre scorso. In una conversazione tra Razza e la Di Liberti, si discute dei dati comunicati all’ISS dalla Regione Sicilia dopo la decisione del Governo di far passare l’isola in zona arancione:

“Letizia è inutile che facciamo stare in piedi sacchi vuoti… c’è stata una gravissima sottovalutazione e il dato finale di questa sottovalutazione di questa gravissima sottovalutazione è scritto in quegli indicatori, poi secondo me sono sbagliati perché mettono sullo stesso piano indicazioni diverse, però come avrai visto ci sono dei dati dove noi comunichiamo zero! … E chissà da quanto! “.

Il Gip Caterina Brignone descrive un Razza deluso per non essere riuscito a gestire in maniera efficace l’emergenza sanitaria e per la grande quantità di errori commessi e criticità emerse confrontando i dati delle altre Regioni.

Invece sul fronte dei decessi, uno dei parametri più importanti per la gestione della pandemia, l’assessore e la dirigente hanno discusso su come alterare i dati da inviare all’ISS.

La Di Liberti ha chiesto: “I deceduti glieli devo lasciare o glieli spalmo?”

Razza, in tutta risposta: “Spalmiamoli un poco.” Poi chiede alla dirigente:” Ma sono veri?”

Quindi Letizia Di Liberti spiega: “Sì, solo che sono di tre giorni fa” e continua:

“Ah, ok allora oggi gliene do uno e gli altri li spalmo in questi giorni, va bene, ok. Mentre quelli del San Marco, i 6 sono veri e pure gli altri 5 sono tutti di ieri… quelli di Ragusa, Ragusa 5! E questi 6 al San Marco sono di ieri.. perché ieri il San Marco ne aveva avuti ieri altri 5 del giorno prima, in pratica. Va bene?”

Alla fine l’altro interlocutore acconsente all’operazione.

Sul tavolo degli inquirenti emergono poi altre conversazioni di novembre tra la Di Liberti e Emilio Madonia, dipendente della società che gestisce il sistema informatico dei flussi da riferire all’Istituto Superiore di Sanità.

Nelle intercettazioni è forte la concitazione per il fallimento della gestione e per l’urgenza di mandare i dati falsi in modo da insabbiare le prove. La Di Liberti confessa durante la conversazione la delusione di Razza e le inefficienze della sanità:

“Razza è seccato, mi disse: il fallimento della politica, non siamo stati in grado di tutelarci, i negozi che chiudono, se la possono prendere con noi, non siamo riusciti a fare i posti letto”. “Ci dissi ma non è vero, reggiamo perfettamente. Anche se in realtà, non ti dico, oggi è morta una, perché l’ambulanza è arrivata dopo 2 ore ed è arrivata da Lascari. Ed è morta, e qua c’è il magistrato che già sta, subito, ha sequestrato le carte…. 2 ore l’ambulanza. Perché? Perché sono tutte bloccate nei pronto soccorsi. Tutte!”.

In un’intercettazione del 4 novembre, invece, la dirigente regionale discute con Mario Palermo, anch’esso indagato, sul numero di morti da dichiarare. In questo caso di parla di dichiarare 19 decessi anziché i reali 26.

Covid Sicilia: inchiesta scopre dati falsi sui contagi mandati a ISS. Le parole del presidente Musumeci.

Covid Sicilia. Il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci è stato intervistato su Omnibus e si è difeso da ogni accusa. Anche il Gip di Trapani crede che sia estraneo ai fatti. (Fonte: Lapresse)
Covid Sicilia. Il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci è stato intervistato ad Omnibus e si è difeso da ogni accusa. Anche il Gip di Trapani crede che sia estraneo ai fatti. (Fonte: Lapresse)

Il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci, intervistato dalla trasmissione Omnibus su La7, ha spiegato la situazione e la sua estraneità ai fatti, sostenuta anche dal Gip di Trapani:

“Ho letto le agenzie, inutile dire che in questi casi si resta sorpresi. Noi le zone rosse le abbiamo anticipate, non nascoste: è storia. Ma bisogna avere rispetto per la magistratura, ho fiducia nell’assessore Ruggero Razza, se fosse responsabile da solo adotterebbe le decisioni consequenziali. Bisogna essere sereni e fiduciosi nell’operato della magistratura: sono convinto che la verità emergerà presto.”

Poi il presidente continua:

“Quello che abbiamo fatto in un anno è stato improntato alla massima trasparenza, abbiamo sempre seguito la linea del rigore e della fermezza. Fino alla scorsa settimana abbiamo chiesto noi a Roma la zona rossa perché noi guardavamo al numero dei morti. Facciamo andare avanti le indagini, gli avvisi di garanzia servono a fare chiarezza, lasciamo lavorare e alla fine ne trarremo le conclusioni”.

Invece sulla questione delle zone rosse, che gli indagati volevano evitare fornendo dati falsi all’ISS su contagi e morti, Musumeci ribadisce:

“Siamo stati noi a chiedere la zona rossa. È facile in questo momento fare ricostruzioni. Intanto abbiamo il dovere di chiederci, perché? A cosa serviva? Quale gara dovevamo vincere? Quale premio avremmo ottenuto, soprattutto nella prima fase? Se noi eravamo i primi a chiedere le misure di restrizione, se io stesso insieme all’assessore Razza abbiamo chiesto al governo nazionale due settimane di zona rossa quando tutta Italia faceva il possibile per rimanere in zona arancione. Ecco perché sono tranquillo, sono certo che la magistratura farà luce”.

In ultima battuta Nello Musumeci si difende da tutti quelli che l’hanno attaccato:

“Leggo dichiarazioni di rappresentanti politici che fanno accapponare la pelle, questa è una terra di giustizialisti: è una vergogna. Abbiamo visto quanti indagati poi sono usciti dalle inchieste. Quindi, calma calma… calma. Questa terra dà fastidio quando non alimenta le cronache giudiziarie, abbiamo tenuto lontano in questi anni la Sicilia dalle inchieste. Ho fiducia in Razza, ed estrema fiducia nella magistratura: sono convinto che i fatti saranno chiariti”.

Covid Sicilia: inchiesta scopre dati falsi sui contagi mandati a ISS. Il giudizio del Gip di Trapani.

Con toni pesanti il Gip di Trapani parla dell’inchiesta sui dati falsi Covid Sicilia e parla di un “disegno politico scellerato”. Inoltre nel provvedimento è scritto, oltre alla presenza di Ruggero Razza e all’estraneità di Musumeci, che:

“Emerge un quadro a di poco sconcertante e sconfortante del modo in cui sono stati gestiti i dati pandemici regionali, in un contesto in cui alla diffusa disorganizzazione ed alla lentezza da parte degli uffici periferici incaricati della raccolta dei dati si è sommato il dolo di organi amministrativi e politici ai vertici dell’organizzazione regionale”.

Sulle motivazioni che hanno spinto i sette indagati, il Gip Caterina Brignone parla di una manipolazione dei dati per un disegno politico. Insomma, pur di non perdere consenso con i passaggi da una zona all’altra, Razza, De Liberti e gli altri hanno falsato i numeri dei contagi e dei decessi ostacolando la lotta alla pandemia e coprendo le inefficienze della loro gestione.

Per attuare queste manipolazioni il Gip sostiene che è stato fondamentale l’apporto e la totale collaborazione degli imputati. Il sistema messo in piedi dai sette prevedeva che ognuno svolgesse un compito ben preciso e nevralgico senza il quale tutto sarebbe crollato.

Covid Sicilia: inchiesta scopre dati falsi sui contagi mandati a ISS. Il Comune di Palermo costituirà parte civile nel processo.

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando interviene nel dibattito causato dall’inchiesta assicurando che il Comune del Capoluogo costituirà parte civile nel procedimento giudiziario:

“Il Comune di Palermo si costituirà parte civile in questo procedimento giudiziario, visto che proprio sui dati si sono basate molte scelte e provvedimenti amministrativi in questi mesi”.

Inoltre Orlando ha affermato che userà la sua posizione di presidente dell’ANCI Sicilia per valutare ogni possibile azione per garantire il diritto alla salute dei cittadini e il corretto esercizio delle competenze comunali.

Sulla classificazione dei territori in fasce colorate per contrastare la diffusione del Covid, il sindaco palermitano dice:

“Ho sempre ripetuto che la classificazione dei territori in base ai colori non andava e non va considerata come un concorso a premi né, tantomeno, una partita a poker dove bluffare per vincere di più.”

E conclude così:

“La zona rossa, soprattutto se il Governo regionale e nazionale intervengono con i giusti ristori e sostegni alle imprese e alle famiglie, è lo strumento per salvare vite umane. Più volte, fino a pochi giorni fa ho sollecitato e richiesto che fossero forniti ai sindaci siciliani e ai cittadini dati corretti, costanti e scientificamente validi. Ancora oggi, però, i sindaci hanno dati contrastanti, incerti e non conoscono i dati sullo stato di occupazione dei posti letto”.

 

 

 

 

 

 

Pierpaolo Pisciella

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