Ddl Zan: scende in campo Fedez a difesa della libertà di essere sé stessi

Quando si parla di libertà di genere, gli animi si scaldano subito perché guai a toccare la presunta virilità maschile. Anche Fedez si è espresso contro chi critica il ddl Zan, che mira a tutelare le vittime di attacchi omofobi.

Chi è contro il ddl Zan sostiene che i bambini (maschi) non possono essere vestiti da bambine a scuola per sperimentare la libertà di genere. Diciamo subito una cosa: il ddl Zan non impone a nessuno di mettersi una gonna, è un ddl che tutelerebbe le vittime di omotransfobia, che come sappiamo sono numerose.

Fedez e il ddl Zan: il ragionamento di chi lo difende

Ddl Zan e Fedez
Ddl Zan e Fedez

Chi difende il ddl Zan, difende un’idea molto semplice: se un ragazzo vuole mettersi il rossetto o la gonna o scopre che la sua sessualità è fluida, nessuno deve sentirsi in dovere di picchiarlo. Soprattutto lo Stato deve tutelare questo ragazzo e il suo diritto di essere sé stesso.

Nessuno parla di imposizioni, di obbligare i bambini a vestirsi da bambine o cose di questo genere. Anche perché dobbiamo dirla tutta: un bambino non sa la differenza tra un abito maschile e un abito femminile, il bimbo vede qualcosa che gli piace e lo vuole.

Solo gli adulti a spiegargli le differenze, a dirgli che i bambini giocano con le macchine e le bambine con le bambole. Ma questo discorso non vale per i Ferragnez: Fedez ha spiegato più volte che il primogenito Leone gioca con le bambole, nelle stories di Instagram lo abbiamo visto più volte con un aspirapolvere da bambini intento a pulire il pavimento.

Fedez non solo attua questa educazione assieme alla moglie Chiara Ferragni, ma lui stesso si fa la manicure e più volte ha postato video in cui ha lo smalto come quello della famosa influencer.

Ddl Zan: le paure di chi lo critica

Ddl Zan e Fedez
Ddl Zan e Fedez

I maggiori oppositori a questo ddl appartengono al centro destra, e sostengono che sia un modo per imporre l’educazione di genere nelle scuole. Secondo chi non approva questa legge, nel caso in cui dovesse diventare definitiva i bambini (sempre maschi) si troverebbero ad essere costretti a sperimentare il gender free nelle scuole.

Ma nel ddl non si parla di questo, bensì di una difesa per chi è vittima di attacchi omotransofobici. Si vuole dare una tutela in più a chi è attaccato a causa della propria sessualità.

È indubbio che l’educazione venga data in famiglia, la scuola non ha potere di entrare in questa sfera ma di sicuro può aiutare i bambini a conoscere relata diverse dalla propria.

Ogni genitore ha diritto di educare il proprio figlio come vuole, nel bene e nel male, e lo Stato non entra in questo ambito non può farlo, ma deve tutelare i suoi cittadini e la loro libertà di esprimersi. È nella Costituzione, quindi è un imperativo.

Anche perché se un bambino vuole vestirsi da bambina, non toglie niente ad un altro che non vuole farlo, in fondo perché se una bambina porta i pantaloni va bene e se un bambino vuole portare la gonna no? Che differenza c’è fra le due cose? A voi la risposta.

 

Tania Carnasciali

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