Attesa per Denise Pipitone: il DNA sarà l’unica risposta

Siamo tutti in attesa per Denise Pipitone: un Paese intero sta aspettando con trepidazione l’esito di questa vicenda.

Da quando una ragazza russa ha dichiarato di essere stata rapita da bambina, e di non sapere chi siano i suoi genitori, tutti abbiamo sobbalzato: l’età sembra coincidere, la ragazza somiglia in maniera impressionante a Piera Maggio, la mamma di Denise, e la ricostruzione temporale combacia con gli eventi del 2004.

Attesa per Denise Pipitone sparita in un giorno qualsiasi

Attesa per Denise Pipitone
Attesa per Denise Pipitone

Denise stava giocando davanti casa della nonna, quando improvvisamente nessuno la trova più. Una bambina di 3 anni non può sparire nel nulla in pochi minuti, si pensa subito ad un rapimento.

Viene fuori così l’odio della ex moglie del padre naturale di Denise, nei confronti della madre. Le indagini portano alla prima famiglia di Piero Pulizzi, ma nonostante gli indizi portino in quella direzione non ci saranno mai prove che porteranno ad una condanna.

Pochi giorni dopo la scomparsa, a Milano viene vista una bambina di nome Danas assieme ad una gitana: la bimba parla italiano, e somiglia moltissimo a Denise. Purtroppo quella pista non porterà da nessuna parte perché di quel gruppo di persone si perderanno le tracce.

La ragazza russa dice di essere stata rapita da bambina propria da degli zingari, che la costringevano a chiedere l’elemosina. È in queste circostanze che alcuni poliziotti lo trovano, scoprono che non è figlia di sua madre e la portano in un orfanotrofio.

Attesa per Denise Pipitone: Olesya Rostova e la sua storia

Attesa per Denise Pipitone
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Olesya Rostova è la ragazza russa che cerca sua madre. Il nome che porta le è stato dato in orfanotrofio, non sa quale sia il suo vero nome e non ha idea nemmeno di quando sia nata. Non sa la sua età, né ha un minimo indizio sul suo passato.

È cresciuta da sola, senza sapere chi fosse, senza un nome o una foto che le potessero dire qualcosa su chi fosse. A prescindere da se sia o meno Denise, la sua storia è molto toccante: immaginiamo di non sapere niente delle nostre origini, neanche il giorno di nascita, non avere idea da dove si venga né tantomeno un’immagine di nostra mamma che ci consoli. Niente, il vuoto più totale.

Chi l’ha visto negli anni si è occupata di molti bambini cresciuti in istituti di vario genere, abbandonati dai genitori per i motivi più disparati, ma tutti avevano una foto, una data di nascita, un nome, qualcosa che li legasse alle loro origini. Olesya Rostova non ha niente di niente, non sa nemmeno dove poter andare a cercare.

Molte famiglie russe si sono rivolte alla trasmissione in cui ha raccontato la sua storia, quindi prima o poi delle risposte questa ragazza le avrà.

Attesa per Denise Pipitone: Piera Maggio si dice cautamente speranzosa

Attesa per Denise Pipitone
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Se da una parte abbiamo una ragazza che non sa nulla delle sue origini, dall’altra abbiamo una madre che da 17 anni cerca sua figlia. Sono tanti anni, troppi forse, in cui ogni segnalazione si è trasformata in una delusione cocente. E sempre più dolorosa.

È comprensibile quindi che nonostante la sua somiglianza con Olesya Rostova, non si sbilanci e non si lasci prendere dalle emozioni. 17 anni senza una figlia, senza sapere dove sia, come sta, se l’hanno trattata bene, sono un’infinità di tempo.

Piera Maggio ha sempre dimostrato coraggio, non si è mai risparmiata nulla nella lotta per ritrovare sua figlia, ma questo negli anni le è costato tanto, le è costato vivere una vita fatta di attese, di speranze infrante, di dolore costante e di tantissime lacrime versate.

È una donna che merita rispetto perché sta passando per un dolore profondo, che nessun genitore vorrebbe provare. Forse è peggio del sapere che un figlio non c’è più, perché in questi caso la sofferenza è incredibile ma almeno un punto fermo è stato messo. Se si sa che un figlio non è più in questo mondo, lo si può andare a trovare al cimitero, ma psicologicamente si sa che non c’è più e si fanno i conti con questo dolore immenso.

Un figlio scomparso è uno stillicidio quotidiano, ogni giorno hai la speranza che possano ritrovarlo, che per un qualche miracolo improvvisamente appaia sulla porta di casa dicendo “ciao mamma sono tornato”, e ogni sera si dorme con la consapevolezza che il figlio potrebbe essere fuori da qualche parte e chissà come sta.

Comunque si risolva questa storia, ci mostra quanto in un attimo le vite possano cambiare, quanto un giorno normale fatto di abitudini e cose di tutti i giorni possa trasformarsi in un incubo lungo 17 anni. Alla fine di questa storia qualcuno troverà delle risposte, mentre qualcun altro rimarrà senza: se Olesya Rostova fosse Denise, lei e Piera Maggio avrebbero finalmente il finale che si meritano, ma le altre famiglie rimarranno in attesa di un figlio che non sanno dove sia; se non fosse Denise, Piera tornerà a sperare di trovarla, ma il suo cuore perderà un altro piccolo pezzo e una famiglia in Russia potrebbe ricominciare da dove avevano dovuto interrompere.

Comunque vada qualcuno ne uscirà con il cuore spezzato, mentre altri cominceranno una nuova vita. Ed è esattamente per questo che non si sa cosa sperare.

 

Tania Carnasciali

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