Variante giapponese del Covid-19: nuovo pericolo in arrivo?

Variante giapponese Covid-19: nuovo pericolo in arrivo? Negli ultimi giorni, non bastasse il caos legato alla campagna vaccinale e i vari ritardi nel mondo, dovuti anche al “caso AstraZeneca” (è notizie delle ultime ore, l’individuazione da parte dell’EMA, di un possibile nesso tra la somministrazione del vaccino e alcuni episodi di trombosi), a creare paura è stata la scoperta della nuova variante giapponese di Covid-19, individuata per la prima volta a Tokyo, anche se in seguito sono stati riscontrati casi anche in Austria e negli Stati Uniti, dove si starebbe diffondendo velocemente.

Variante giapponese Covid-19: cosa si sa?

Variante giapponese Covid-19
Variante giapponese Covid-19

Questa variante, che è stata denominata anche E484K, avrebbe alla base una mutazione del genoma virale, come le altre identificate, a carico della proteina nota come “Spike”, che rappresenta la principale arma di Sars-Cov-2. Come ormai spiegatoci più volte dagli esperti, grazie alla proteina (glicoproteina) Spike, SARS-CoV-2 è in grado di attaccarsi alla superficie della cellula ospite e in seguito di penetrare al suo interno, dove sfrutta l’apparato replicativo per replicarsi e diffondersi.

Studi recenti di biologia molecolare con la tecnica del sequenziamento genico hanno in realtà  osservato come questa mutazione della variante giapponese Covid-19 sia stata introdotta in Brasile nell’ottobre 2020, e si sarebbe distribuita ampiamente in molte regioni del paese sudamericano e non solo.

“Se non verranno rilasciate indicazioni che fanno pensare a un’ulteriore evoluzione con cambio di caratteristiche, la variante E484K è una delle mutazioni caratteristiche della variante brasiliana. Chiamarla variante giapponese è per chi ama fare i titoli”, avrebbe dichiarato Massimo Galli, direttore della clinica di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano.

Variante giapponese Covid-19: i pareri degli esperti

Variante giapponese Covid-19
Variante giapponese Covid-19

Una variante, quella giapponese, che nonostante la preoccupazione delle autorità nipponiche secondo le quali potrebbe capace di ridurre l’efficacia dei vaccini anti-Covid attualmente disponibili, stando al parere degli esperti dev’essere sì attentamente monitorata, ma che non andrebbe a condizionare l’efficacia dei vaccini attualmente disponibili, spegnendo qui ogni potenziale allarmismo iniziale, come confermato dal virologo Roberto Burioni:

“Ormai domina il ‘varianterrosimo: ogni variante che compare, si fa terrorismo. E’ normalissimo che un virus nuovo generi varianti, dobbiamo preoccuparci quando queste hanno caratteristiche che le rendono pericolose. La variante inglese, ormai dominante in Italia, è molto pericolosa perché è molto più contagiosa e anche più letale, causa malattia più grave. Poi ci sono la brasiliana e la sudafricana, ma altre varianti preoccupanti non ci sono”

 

Variante giapponese Covid-19
Variante giapponese Covid-19

Varianti, come la giapponese e tutte le altre, che come descritto da Massimo Ciccozzi, epidemiologo al Campus Bio-Medico di Roma “non hanno un progenitore comune ma si tratta di un adattamento che sta tentando il virus. Quanto tempo ci metterà per adattarsi non lo sappiamo, ma quello che è certo che una vaccinazione importante e seria riuscirà a farlo adattare prima e ad averlo quindi come un compagno di viaggio che ci farà meno male”. 

martina lumetti

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