Caso vaccini AstraZeneca: l’UE lancia l’ultimatum

Caso vaccini AstraZeneca: ultimatum dell’Unione Europea alla casa farmaceutica. La lettera mandata il 19 marzo, in cui veniva richiesto “formalmente”  di “recuperare senza ulteriori ritardi sull’arretrato nella produzione e consegna delle dosi del vaccinosembra non essere stata ascoltata dall’azienda anglo-svedese, che ha avuto tempo fino all’8 aprile per porre rimedio alle varie violazioni a suo carico.

Caso vaccini AstraZeneca: le violazioni a carico della casa farmaceutica

Violazioni, racchiuse nella lettera dell’Unione Europea il cui testo fino a due giorni fa è stato secretato, e che riguarderebbero soprattutto la consegna delle dosi ai vari Paesi dell’Unione (30 e 40 milioni entro la fine del 2020, fra 80 e 100 milioni nel primo trimestre 2021 e il resto, fino ad arrivare a 300 milioni di dosi totali, entro la fine di giugno) che a fine marzo/inizi aprile, invece, hanno raggiunto a malapena i 30 milioni.

Caso vaccini AstraZeneca
Caso vaccini AstraZeneca

Una circostanza, secondo la stessa UE, non riconducibile solo al caso di “lotti difettosi” (ritenuti responsabili all’inizio degli episodi di “trombosi” verificatisi in alcuni pazienti)

Altra accusa a carico di AstraZeneca, l’aver favorito la Gran Bretagna, dirottando lì gran parte delle dosi destinate invece ai paesi dell’Unione Europea, Italia compresa, come “confessato” dalla stessa casa farmaceutica, che ha dichiarato come “le dosi prodotte sul suolo inglese sono state date a Londra“.

Caso vaccini AstraZeneca
Caso vaccini AstraZeneca

Inoltre la stessa AstraZeneca, sempre secondo l’UE avrebbe incassato in estate un anticipo sulla base di impegni che alla fine non sono stati rispettati, tanto che in autunno l’UE non ha versato la seconda tranche (112 milioni)

martina lumetti

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