Il modello UK vincente: la Gran Bretagna torna a vivere

La Gran Bretagna torna a vivere: ecco i segreti del successo oltremanica. 

L’Inghilterra finalmente scorge la luce in fondo al tunnel. La grande isola Oltremanica, grazie ad una campagna vaccinale efficace su tutto il territorio, sta iniziando a godere dei primi scorci di libertà. Riaprono, dunque, pub e ristoranti, attività e centri commerciali, ma sempre nel rispetto delle norme vigenti. Il covid-19 è un mostro dai mille volti e per questo è necessario continuare a seguire le regole di distanziamento sociale previste. La Gran Bretagna torna a vivere dopo un anno da incubo.

Le differenze tra UK e Italia: perché nello stivale è necessario aspettare

In questi primi giorni di libertà, i cittadini inglesi sono potuti tornare a godere una para-normalità, con libertà che qua in Italia, ancora, possiamo solo sognare. Nonostante la conferenza stampa del Presidente del Consiglio Mario Draghi preveda la riapertura delle attività commerciali entro il 26 aprile, lo stivale non può ancora definirsi al sicuro. La vaccinazione, infatti, procede a rilento e si prevede che la totale copertura nazionale non arriverà a breve.

La Gran Bretagna torna a vivere: le ragioni del successo inglese

Nel frattempo, però, sta per giungere l’estate. Come lo scorso anno, dunque, il subdolo virus dovrebbe allentare la propria presa. Merito di una vita votata all’aria aperta, dove si corrono nettamente meno rischi. Giugno, luglio e agosto saranno mesi preziosi per portarsi in pari e andranno sfruttati a pieno. In Inghilterra sono state diverse le iniziative vincenti che hanno contribuito a una diffusione più capillare del siero anti-covid. Gli stadi, ad esempio, hanno contribuito in maniera decisa a questa curva, diventando fonte di divertimento e allo stesso tempo hub capace di attirare gli strati più diversificati della popolazione.

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I problemi dell’Europa: le cause di una campagna vaccinale inadeguata

La maggior differenza tra l’Europa e la Gran Bretagna è dovuta proprio alla localizzazione geografica di Astrazeneca, azienda farmaceutica che ha provveduto a produrre il maggior numero di vaccini approvati dall’EMA, l’Agenzia Europea del Farmaco. Il ridotto apporto di Pfizer alla campagna vaccinale e la contemporanea localizzazione di Astrazeneca ha svantaggiato in maniera evidente il Vecchio Continente, ancora a caccia delle dosi necessarie per far partire in maniera adeguata la campagna vaccinale.

L’Italia, infatti, si trova perfettamente in linea rispetto alle altre nazioni europee. L’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali stima lo stivale perfettamente in linea con il resto dell’Europa, con circa il 12% della popolazione sottoposta al vaccino anti-covid. Un dato non incoraggiante, ma destinato a salire nel giro di poco tempo. La previsione è quella di coprire il 70% della nazione entro fine settembre, un target minimo indispensabile per scongiurare un 2022 da incubo. Per queste ragioni, nel mondo, si continua a discutere di effetti collaterali e varianti esotiche, la Gran Bretagna torna a vivere.

Alex Rossi

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